Miopia e fastidio
| [B]Log - Agosto 2003 |
Mercoledì 6 Agosto 2003
Appena di ritorno dalle vacanze estive, troppo brevi per essere definitive, mi ci sono voluti due giorni per rassettare la testa e incolonnare le idee. Sembra che tutto sia tornato alla normalità, anche quelle cose che non mi piace definire "normalità". E in tutto questo mio padre la sera guarda le stelle, con il suo cannocchiale russo comparto a Porta Portese, poggiato su un treppiedi di legno artigianalissimo che cerca di inquadrare la luna. L'ha vista migliaia di volte, eppure continua a puntare le lenti in quella direzione, inspiegabilmente. Vedere quella mezza falce tutta bucherellata deve fargli un effetto che non riesco a capire. Vorrei poter guardare la luna con i suoi occhi per una volta, con gli occhi di chi non si appiattisce, ma è continuamente sorpreso.
I miei di occhi invece hanno perso l'opportunità di guardare le stelle senza delle lenti da 0,50. Mi ero abituato a vedere tutto sfocato, mentre ora rivedo la via lattea, le costellazioni inventate per fare i fighi, le stelle cadenti. E mi accorgo di quanto sia meglio lasciare gli occhi verso l'alto piuttosto che preoccuparsi di quello che si ha intorno. Vorrei potermi estraniare per un poco, farmi portare via da uno stormo di uccelli come il piccolo principe, ma sono troppo grandicello e non credo che ce la farebbero a portarmi.
Appena di ritorno dalle vacanze estive, troppo brevi per essere definitive, mi ci sono voluti due giorni per rassettare la testa e incolonnare le idee. Sembra che tutto sia tornato alla normalità, anche quelle cose che non mi piace definire "normalità". E in tutto questo mio padre la sera guarda le stelle, con il suo cannocchiale russo comparto a Porta Portese, poggiato su un treppiedi di legno artigianalissimo che cerca di inquadrare la luna. L'ha vista migliaia di volte, eppure continua a puntare le lenti in quella direzione, inspiegabilmente. Vedere quella mezza falce tutta bucherellata deve fargli un effetto che non riesco a capire. Vorrei poter guardare la luna con i suoi occhi per una volta, con gli occhi di chi non si appiattisce, ma è continuamente sorpreso.
I miei di occhi invece hanno perso l'opportunità di guardare le stelle senza delle lenti da 0,50. Mi ero abituato a vedere tutto sfocato, mentre ora rivedo la via lattea, le costellazioni inventate per fare i fighi, le stelle cadenti. E mi accorgo di quanto sia meglio lasciare gli occhi verso l'alto piuttosto che preoccuparsi di quello che si ha intorno. Vorrei potermi estraniare per un poco, farmi portare via da uno stormo di uccelli come il piccolo principe, ma sono troppo grandicello e non credo che ce la farebbero a portarmi.
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