Lo zen e il lancio del rutto
| [B]Log - Agosto 2007 |
Sport quali il lancio del sorriso oppure il più famoso, ma meno raffinato, lancio del rutto sono ampiamente praticati in ufficio. Oppure il più coinvolgente rutto di prossimità, che consiste nell'emettere rutti il più vicini possibili all'entrata di una ragazza in ufficio, rischiando di perdere la faccia, ma guadagnando eterna gloria.Non so se in tutti gli uffici succede questo, ma vi assicuro che nel mio avvengono cose da fare invidia a qualsiasi sceneggiatore di sit-com. Forse anche per questo lavoro qui da 1 anno e 8 mesi senza contratto. Ci chiamamo "Man in Black": gli uomini in nero (colore del nostro stato lavorativo); e piangiamo mentre lo diciamo.
Nonostante forse l'unico settore lavorativo dove non c'è completa carenza di posti di lavoro sia quello in cui lavoro io, voglio credere di non aver gettato all'ortica questi 20 mesi passati su questa sedia (che poi in realtà è pure diversa da qualche girono, ma la sostanza non cambia). Faccio un lavoro che mi piace e lavoro con gente che mi piace. Se avessi un contratto come promesso (e sempre in arrivo...) potrei dire di essere felice.
Ma a conti fatti sono fortunato, come dicono i personaggi di quel certo genere di film quando sono nella disperazione più nera, quando li sorregge una certa fede bigotto-fatalista (da notare che non ho usato la parola "cattolica", forse per ingraziarmi l'ala cristina del mio pubblico). Ho una bella casa, ho una convivente fantastica e se avessi anche delle piccole pesti che girano per casa sarei un coglione a caso preso dagli spot o di bance che vogliono darti mutui oppure di marchi alimentari con mulini ad acqua in campi di grano. Probabilmente mi suiciderei con una indovena di profumo da uomo con effetti arrapanti per lei e mascolinizzanti per lui.
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