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[B]Log - Aprile 2003
Mercoledì 16 aprile 2003
Difficilmente parlo di politica, ma credo che l'unica maniera di togliermi dalla testa certe ossessioni sia di metterle su carta. Qualcuno potrebbe chiamarmi Anti-Americano, ma il biasimare l'opera politica di un governo non credo mi costringa a odiare necessarimanete tutto un popolo no?
La mia visione d'insieme forse è fantasiosa, eppure ve la propongo, nonostante alcune mie incertezze.

Partiamo dalla New Economy, il più grande inganno borsistico degli ultimi anni. Investimenti profondi e ingenti non hanno dato, eccetto che nel primo anno, risultati aspettati. L'oro non nasce da nessuna parte.
L'economia che ha giocato di più su questo settore qual'è? Quella Americana. Quindi l'America in crisi economica come vuole risolvere questa depressione? Una guerra, il rimedio ad ogni inflazione che sia mai esistita. Dopotutto il discorso fila, è riuscita a far risorgere dal giovedì nero del 29, vuoi che non ci dia una mano a guadagnare qualche miliarduccio in borsa?

Le industrie appaltatrici di tutte le ricostruzioni del dopoguerra appartengono ad una stretta crechia chiusa, per stessa ammissione di Confindustria, che di sinistra non è. Distruggiamo un ponte e ricostruiamolo, e l'economia sale, un vecchio adagio valido ancora oggi.

Saddam aveva le armi chimiche? L'America ne è sicura. Saddam in questa guerra, che lui sapeva essere decisiva, non ne ha usate. Fesso? Forse Caritatevole? Non credo.

Una guerra di liberazione da un regime oppressore, che ha fatto strage di Curdi. Peccato che sia stato Swartzcoff (o come cavolo si scrive) dopo la guerra nel Golfo a dare il permesso agli Iracheni di usare gli elicotteri, anche da guerra, per ristabilire l'ordine. E mentre gli americani stavano a guardare da cento metri, gli Iracheni "ristabilivano l'ordine" a modo loro. Non si è voluto forse affondare il coltello per tenersi una possibilità di guerra futura? Eppure Saddam era cattivo anche allora...

Non credo negli intenti di liberazione dell'America, non credo che uno sposti un esercito di quelle dimensioni, "in caso dovesse servire". Credo che Bush avesse deciso di fare guerra mesi prima di "chiedere il permesso". Credo che certe operazioni militari americane siano state sul limite delle fantozzate, vedi casa di 14 civili come covo sicuro di saddam, bombardiamolo che è meglio, vedi albergo dei giornalisti da cui sparava un "presunto cecchino" non sentito da chi stava dentro l'edificio, e gli rispondo con un bel colpo di artiglieria.

E poi mi schifo a leggere Friedman che scrive sul Times certe stronzate, dicendo che li ora germoglierà la pace e la libertà, parlando di un "mondo Arabo" come pervertito e deviato. Tutto molto facile dal proprio punto di vista. Passa dall'altra parte del microscopio se vuoi metterti in discussione.

Fanstasia, ma la storia insegna che tutto è possibile. La Sars, che colpisce casualmente la nazioni con l'economia più agile del mondo, e che la rallenta terribilmente per questioni di fiducia dei mercati esteri. Un ricercatore che si infetta con un virus che stava testando. Il ricercatore si chiamava Topo Gigio.

Se essere a favore della pace significa essere anti-americano, io lo sono.


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