Una volta

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Una volta! Solo una volta ho sbagliato ad alzare le mani, ma ero ubriaco, era quando avevo perso il primo lavoro, c'erano le rate del mutuo; anche tu forse avresti perso la calma se non rimanessi sempre rintanata in questo buco da topo che chiamiamo casa. Per te il mondo è tutto ovattato, non senti gli ingranaggi del tempo che ti mangiano, non come li sento io. Prova ad uscire là fuori più spesso e vedrai che lo smog indurirà anche il tuo, di cuore.
Mi chiedo spesso come abbia fatto TU a resistere fino ad oggi con me. Sembra che ogni cosa che faccio vada in rovina a causa della mia inettitudine. Non sei soddisfatta della casa in cui viviamo, non sei soddisfatta del mio lavoro, non sei soddisfatta del nostro rapporto e anche la maniera in cui porto i capelli comincia a darti sui nervi!!! Io, mi dispiace, ma mollo tutto. Non posso continuare a dormire nello stesso letto con una persona che ha paura di me e della fine che potrei far fare alla sua vita. Tu vivi nella paura che io una sera rientri da quella porta con l'aria più abbattuta del solito dicendoti: "Sai cara, oggi ho combinato un casino sul lavoro, mi hanno licenziato". Allora si che potresti sorridere come un demonio, levare le braccia al cielo e dire "Si! Avevo ragione!!!". Ma finché a darti da mangiare è un inetto, non puoi sentirti migliore di lui, vero?
E' anche colpa delle tue amiche, sempre pronte a puntare il dito. Ho sbagliato, lo ammetto, ma se mi hai perdonato dovresti dimenticare il passato e darmi fiducia nuovamente. Come posso mostrarti i miei cambiamenti se tu rimani sempre in guardia? Stare con te è come cercare di abbracciare un pugile che tenta di mandarti al tappeto.
Chissà cosa scrivi su quel tuo libricino spennacchiato ogni sera prima di venire a dormire. Posso solo immaginare la cattiveria che metti in quelle pagine. Pagherei oro per avere qui davanti a me tutta quella cattiveria a combattere quello che ti sto sputando in faccia. E invece eccoti qui, inerte, come morta, con quella sigaretta fumante che tieni nervosamente fra le dita, senza neanche il coraggio di guardarmi. E non farai un gesto neanche per fermarmi quando uscirò. Ti conosco.