Morte

Parole, opere e omissioni -> Racconti

Morte.
Ania guardava negli occhi del Khetagg ormai da una decina di interminabili secondi. L'aveva trovata. O lei aveva trovato lui. Era immobile davanti a lei, la guardava con gli occhi vuoti e neri, inespressivo. Ania aveva un sapore metallico in bocca, sentiva la vena della tempia pulsarle con ritmo sempre crescente assecondata nel ritmo dal battito cardiaco in continua accelerazione. Aveva le spalle sudate buttate contro un freddo muro di pietra, con le mani scivolose per il sudore tastava la parte con fare nervoso, con movimenti epilettici privi di una reale utilità. Non aveva scampo, il Khetagg iniziò a farsi più vicino con il suo incedere sicuro e regolare. Rumore di armatura che cozza su se stessa, tonfi pesanti dei piedi sulle assi di legno del pavimento. Il braccio destro del guerriero si alzò proteso verso la gola della ragazza. Ania era paralizzata dal terrore, divaricò leggermente la bocca per gridare, ma nessun rumore uscì se non un rantolio di sconfitta e resa. Le dita del Khetagg le si chiusero sulla pelle del collo delicata e arrossata e cominciarono a premere. La morsa si fece mano mano più tretta fino a soffocare il respiro della ragazza. Dalla gola di Ania proruppe un ultimo urlo che sapeva di morte e freddo, che si affievolì lentamente, chiuso dal rumore delle ossa del collo che si spezzavano.

Un rumore di carta che si strappa. La scheda di un Personaggio che finisce nel Grimorio.