Lo Sterminio

Parole, opere e omissioni -> Racconti

Parlando ad un auditorium in un piccolo orto di campagna riarso dal sole.

"Ho visto la fine di una stirpe, la nemesi un fanatsma sconfitto in passato è ora tornata. Ho viaggiato per raccontare di questo sterminio e per mettere in guardia tutta la razza di pomodori. Mi trovavo in un giardino quando venni catturato da un cucciolo di umano che decise di mettermi una parrucca fatta con la lana e trattarmi come fossi una bambola; io per non destare sospetti sono rimasto immobile per tutto il tempo della cattura. A sera mi ha portato in casa e in un suo attimo di disattenzione sono riuscito a rotolarmi lontano da lui. Ero spaventato e incuriosito, come sapete tutti nessuno di noi è mai entrato in una abitazione di un umano. Mi sono addentrato con lentezza in cucina, e ho visto dal basso della mia posizione un esemplare femmina adulta di uomo che armeggiava con uno strumento metallico intorno ad una scatola di latta. Mi sono innalzato fino al tavolo dove mi sono mimetizzato in un cesto di frutta, incuriosito dai gesti dell'essere enorme. E' in quel momento che mi sono reso conto della tragedia che avveniva silenziosamente in ogni orto.
Quando la scatola di latta con cui armeggiava fu aperta del tutto vidi quello che conteneva. Pomodori spellati vivi e lasciati a morire nel proprio liquido, una scatola ne conteneva almeno una decina. Poco dopo la donna aprì uno sportello della cucina dove vidi altre decine di quelle lattine. Un genocidio in piena regola. Per i pomodori non c'è paradiso, quando la mano del "Grande Raccoglitore" viene a prelavarli essi si preparano ad una ascenzione verso il divino, convinti che sia l'elezione ad una forma di spiritualità superiore, io invece posso dire che non c'è vita dopo la "raccolta", ma solo una sterminio senza precedenti. La religione dei pomodori, che li rende così superiori a noi è una bufala, una invenzione per giustificare un fatto inspiegabilmente regolare come quello della "Raccolta". Dobbiamo fare qualcosa, non possiamo rimanere con le mani in mano."