Nekromancia

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Si ergeva sulla sporgenza in tutta la sua sicurezza, con l'armatura, composta di ossa, che si muoveva ai leggeri sobbalzi del vento. Un Nekromante lo aveva evocato e lui era giunto per uccidere. Era ormai diventato un'ombra da evocazione da chissà quanto tempo, neanche più lo ricordava; aveva semplicemente perso la sua essenza e ora era un burattino nelle incapaci mani di qualcuno che si metteva a giocare con forze superiori alle proprie. Ma almeno queste evocazioni erano un ottimo diversivo: poteva tornare a uccidere. Non ricordava nulla della sua vita passata. Solo il suo nome, che chiamato dal nekromante gli era rimasto impresso nella mente. Khetagg. Sinonimo di morte violenta.

Una luce abbagliante scese dall'alto e lo investì completamente. Nelle sue mani si materializzò un'arma che riconobbe all'istante: l'Ascia della Morte. Dopotutto chi lo aveva evocato aveva almeno un ottimo gusto per le "accoppiate". Il Khetagg continuava a girare lentamente la testa guardando la vallata sottostante e cercando un nemico da rispedire nel regno delle anime. In lontananza un fascio di luce precipitò dall'alto fendendo le nubi cerulee, schiantandosi a terra. Finalmente era giunto.

Con una mossa veloce il Khetagg si precipitò in direzione del nemico, con l'ascia pronta a mietere. Arrivato vicino alla vittima si arrestò stupefatto: in terra vedeva soltanto un funghetto, un Kinopio, l'avversario più indegno che gli sarebbe potuto capitare. Alzò ruggendo un piede, facendo cigolare le ossa dell'armatura e lo schiacciò con un solo colpo. Mentre schiantava quell'esserino ecco un altro bagliore dal cielo. Alle sue spalle si materializzò un altro risvegliato, un Vendicatore di Libra, un avversario sicuramente migliore.
Il nuovo venuto portava con se la Spada del Sangue e il Khetagg sapeva che la sua armatura non gli sarebbe stata di aiuto in quel combattimento. Un ennesimo bagliore dall'alto e l'arma del Vendicatore si dissolse come polvere al vento; la Ruggine: un ghigno di ringraziamento del Khetagg al proprio Nekromante.
Il Khetagg colse l'attimo di esitazione del suo avversario per colpirlo, ma il fendente andò a vuoto e dall'alto si sentì una maledizione in una lingua non conosciuta. Il vendicatore passò al contrattacco e ferì gravemente il Khetagg. Tra le nubi si aprì un varco e apparvero delle lingue di fuoco dirette verso il guerriero rivestito di ossa, che si preparò a reggere l'impatto con le Fiamme Roventi. Nonostante questo riuscì a reggere il colpo e a rialzarsi per contrattaccare. Con la sua Ascia della Morte tagliò di netto il Vendicatore. Dal corpo esanime una luce si proiettò verso l'alto, un pensiero attraversò la mente del Khetagg: "Ingozzati pure Nekromante".
Raccolse la sua arma e si riavviò sopra la sporgenza in attesa del prossimo avversario. Una cosa sola rimpiangeva di quando era in vita e gli mancava terribilmente ora. L'odore del sangue e del metallo mescolati assieme durante un duello.