The Diary [from samoa]

Parole, opere e omissioni -> Discorsi

Scrivo alcune volte sul mio libricino per scartare qualche emozione, evitare che mi sommergano, che le dimentichi per il poco tempo che ho da dedicargli. Il mio ritratto in questi giorni è di una persona sana, viva. Non che prima non lo sia stato, ma ora lo sono in modo diverso. Mi guardo indietro e ho tanti ricordi che non ho più paura di affrontare. So che non possono farmi alcun male e per questo mi sono diventati ancora più cari. Mi guardo avanti e vedo tutto quello che avrò. Mi trovo a metà di una scacchiera e sono solo un pedone. Non posso scegliere di andare dove voglio, le mie decisioni possono riguardare solo lo stare fermo oppure l'avanzare. Raramente un pezzo così poco nobile arriva al bordo nemico per diventare una regina, così da poter tornare indietro. Ma le regole cambiano ad ogni mossa e non c'è modo di modificare la direzione. Tutto quello che ho dietro le spalle mi ha fatto diventare come sono ora. Potrò trovare mille cose che potevano essere migliori, ma non cambierei un solo tratto di quello che è stato, rischierei di cambire il disegno che sto guardando e rischierei di cambiare me. Non è facile cambiare certe cose dopo un periodo lungo, eppure ci si ritrova dopo qualche tempo a guardare tutto con occhi diversi, senza rabbia, senza emozioni troppo forti a modificare i colori che si vedono. I sogni diventano ricordi, cambiano posto nell'album fotografico, ma rimangono a tenere caldo il cuore. Ce ne saranno altri, ma questo non significa dover buttare via quello che c'è stato. Dovevo solo trovare un posto giusto dove mettere tutto quanto. Ora ho comprato un isola per questo.