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[B]Log - Dicembre 2003
Giovedì 25 Dicembre 2003
Vigilia con parenti dal lato materno. Menù fisso da ormai non so quanti anni: pasta con sugo di tonno con antipasto al salmone, gamberoni al forno e olive nere per contorno, dolci a non finire e gli immancabili pistacchi, usati come intermezzo per ogni porzione. In casa si era tutti un pochino malati, mio cuginetto 38 e 6, mia cuginetta con le placche in gola, mia madre con 37 e 4, io raffreddato e mio padre che si stava riprendendo da un attacco influenzale... una corsia ospedaliera più che un cenone di natale.
Porzioni a ranghi ridotti, sarà perché la fame diviene sempre di meno ogni Natale che passa, o forse perché, come dice mia nonna, adesso si mangia tutti i giorni, mentre una volta certe cose si doveva aspettare le feste per vederle in tavola. La cosa migliore della serata è stato mio cuginetto che in preda al delirio febbre andava in giro a dire i numeri della tombola che uscivano come fosse un avventista matto, intervallati con intercalari insegnatigli da mio padre del tipo "Ma dddechheeéééé".
Natale con il lato paterno della famiglia. Mio zio Gianni che racconta l'etimologia del suo mangiare in piedi e alla svelta: perché quando era piccino da mangiare era poca, e prima si finiva, più probabilità c'erano che se ne rimediasse ancora. Un anziana signora di cui non ricordo il lontano grado di parentela che racconta di un 80enne che aveva tentato di rimorchiarla: mentre tornava a casa da aver fatto la spesa una macchina per poco non la prende sotto, a guidarla è un vecchio; lei gli dice se per caso voleva ammazzarla; l'arzillo anziano alla guida le dice che si, una bottarella sul culo gliela avrebbe data volentieri; lei per tutta risposta gli ha detto che doveva non vederci bene per dire una cosa simile. Ultimo evento rimarcabile, incontri nell'ascensore: dal sesto piano scendo al primo. A metà strada l'ascensore si ferma, le porte si aprono e come se venisse fuori da una dimensione sconosciuta appare un anziano panzuto in canotta bianca che mi guarda come vedesse un alieno. Io rimango impassibile e lo guardo finché le porte non si richiudono lentamente. Un apparizione che ha del soprannaturale.
I regali. Oltre ai soldi mi sono accaparrato un biglietto per una partita a mia scelta della Roma (Mamma), una collezione interminabile di profumi di una marca che ora non ricordo regalatami unitariamente e involontariamente da diversi parenti e un gratta e vinci mezzo grattato (mio fratello).
Il regalo più importante l'ho aperto questa sera. Un libro di Gibson che raccoglie diversi suoi articoli dal titolo "Parco giochi con pena di morte". Il regalo più bello che ho fatto è un puzzle di quelli fatti bene, di una casa tedesca credo, con i due puttini famosissimi di Raffaello.
P.s. Grazie a Silvia per la torta. Buona!

Buon natale.


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