Barbie lascia Ken?
| [B]Log - Febbraio 2004 |
Venerdì 13 Febbraio 2004
Sembra incredibile, ma anche se sei solo un giocattolo di plastica devi guardati dalle sole che ti rifilano le donne, il giorno prima di San Valentino per di più. Ken se ne stava tranquillo tranquillo nella sua casa di plastica e pensava che nulla avrebbe potuto interrompere l'amore con la sua Barbi. Lei infatti non aveva ceduto neanche alla corte del suo cugino palestrato, Big Gym. Ma ecco che la graziosa bambola manda a dire dai suoi legali a Ken che vuole la separazione. Motivi? Glieli forniscono gli avvocati: Barbi vuole la sua indipendenza, si sente soffocare dalla relazione ormai di 40 anni con Ken e vuole ritrovare se stessa. Neanche un reality show avrebbe potuto creare una storia simile. Sembra l'invenzione di un regista pazzo e squilibrato, invece è la nuova linea della casa produttrice della bambola più famosa dell'occidente, la Mattel mi pare (non era la stessa di He-Man?). A Ken vengono affidati i figli a quanto pare, visto che il nuovo Style di Barbi la vede libera e libertina in vesti californiane, con un succinto due pezzi, pelle abbronzata e occhiali scuri che le coprono i due occhi azzurri da principessa delle favole. Ragioni della svolta? Evidentemente la Barbi romantica e innamorata non tirava più sul mercato ed ecco quindi spuntare la versione mignotteggiante. Sembra questa la tendenza delle bambola di questo inizio secolo, vestiti sgargianti e vistosi, centimetri di pelle scoperta, occhi grandi con ciglia al limite del regolamento biologico e labbra gonfie come canotti. Non sono più un bambino e non sono mai stato una bambina, quindi non credo di poter dare un giudizio sulla nuova fisionomia assunta da questi giocattoli, ma sinceramente mi ricordano più una prostituta che una principessa. Quindi le bambine non sognano più di essere le spose di un principe? E se le bambole sono le proiezioni dei desideri futuri delle piccoline, ci ritroveremo con una disoccupazione da sovraffollamento nel settore "intrattenimenti sessuali"?
Riesco a spiegarmi Costanzo in televisione, riesco a capire chi diventa maniaco del Grande Fratello, ma non mi spiego questa trasformazione dei prodotti per bambini. Del resto l'archetipo dei giocattoli per bimbi di sesso maschile è rimasto lo stesso, magari cambiano nomi e lavori, quello che una volta era He-Man adesso si chiama Action-Man, magari prima combattevano le forze del male su pianeti lontani, adesso invece si addentrano in giungle stile Vietnam per combattere l'oppressione del giusto, ma sempre di forzuti cazzutoni si tratta.
Le uniche spiegazioni che riesco a darmi sono la modificazione della figura della donna nell'immaginario sociale, ma questo figurarsele come un prototipo provocante, intraprendente, aggressivo, deciso, dotato di una forte componente sessuale, invece di elevare questa silouette non la rilancia alla fine nei recessi più profondi dell'immaginario maschilista?
Le bambole di una volta non avevano una personalità, erano fatte di pezza ed era la bambina che decideva chi la sua bambola doveva essere, se una principessa, se una giornalista, se una danzatrice. Adesso sono troppo caricate per uscire dal personaggio che rappresentano. Ora se hai una bambola hai solo quella, una volta avendone una potevi farla diventare chi volevi tu.
Come quando Bart non può andare a vedere il film di Grattachecca e Fichetto ed esordisce dicendo: "Nessun film potrà mai essere più divertente della fantasia di un bambino"; Poi si rende conto che anni di televisione hanno atrofizzato il suo lato creativo e non riesce ad immaginare nient'altro che i due personaggi del cartone fermi immobile che ogni tanto sbadigliano.
Mi dispiace per Ken e per la scatola di plastica di cioccolatini di platica a forma di cuore che aveva comprato per la sua Barbi per San Valentino. Dovrà invecchiare da solo.
Sembra incredibile, ma anche se sei solo un giocattolo di plastica devi guardati dalle sole che ti rifilano le donne, il giorno prima di San Valentino per di più. Ken se ne stava tranquillo tranquillo nella sua casa di plastica e pensava che nulla avrebbe potuto interrompere l'amore con la sua Barbi. Lei infatti non aveva ceduto neanche alla corte del suo cugino palestrato, Big Gym. Ma ecco che la graziosa bambola manda a dire dai suoi legali a Ken che vuole la separazione. Motivi? Glieli forniscono gli avvocati: Barbi vuole la sua indipendenza, si sente soffocare dalla relazione ormai di 40 anni con Ken e vuole ritrovare se stessa. Neanche un reality show avrebbe potuto creare una storia simile. Sembra l'invenzione di un regista pazzo e squilibrato, invece è la nuova linea della casa produttrice della bambola più famosa dell'occidente, la Mattel mi pare (non era la stessa di He-Man?). A Ken vengono affidati i figli a quanto pare, visto che il nuovo Style di Barbi la vede libera e libertina in vesti californiane, con un succinto due pezzi, pelle abbronzata e occhiali scuri che le coprono i due occhi azzurri da principessa delle favole. Ragioni della svolta? Evidentemente la Barbi romantica e innamorata non tirava più sul mercato ed ecco quindi spuntare la versione mignotteggiante. Sembra questa la tendenza delle bambola di questo inizio secolo, vestiti sgargianti e vistosi, centimetri di pelle scoperta, occhi grandi con ciglia al limite del regolamento biologico e labbra gonfie come canotti. Non sono più un bambino e non sono mai stato una bambina, quindi non credo di poter dare un giudizio sulla nuova fisionomia assunta da questi giocattoli, ma sinceramente mi ricordano più una prostituta che una principessa. Quindi le bambine non sognano più di essere le spose di un principe? E se le bambole sono le proiezioni dei desideri futuri delle piccoline, ci ritroveremo con una disoccupazione da sovraffollamento nel settore "intrattenimenti sessuali"?
Riesco a spiegarmi Costanzo in televisione, riesco a capire chi diventa maniaco del Grande Fratello, ma non mi spiego questa trasformazione dei prodotti per bambini. Del resto l'archetipo dei giocattoli per bimbi di sesso maschile è rimasto lo stesso, magari cambiano nomi e lavori, quello che una volta era He-Man adesso si chiama Action-Man, magari prima combattevano le forze del male su pianeti lontani, adesso invece si addentrano in giungle stile Vietnam per combattere l'oppressione del giusto, ma sempre di forzuti cazzutoni si tratta.
Le uniche spiegazioni che riesco a darmi sono la modificazione della figura della donna nell'immaginario sociale, ma questo figurarsele come un prototipo provocante, intraprendente, aggressivo, deciso, dotato di una forte componente sessuale, invece di elevare questa silouette non la rilancia alla fine nei recessi più profondi dell'immaginario maschilista?
Le bambole di una volta non avevano una personalità, erano fatte di pezza ed era la bambina che decideva chi la sua bambola doveva essere, se una principessa, se una giornalista, se una danzatrice. Adesso sono troppo caricate per uscire dal personaggio che rappresentano. Ora se hai una bambola hai solo quella, una volta avendone una potevi farla diventare chi volevi tu.
Come quando Bart non può andare a vedere il film di Grattachecca e Fichetto ed esordisce dicendo: "Nessun film potrà mai essere più divertente della fantasia di un bambino"; Poi si rende conto che anni di televisione hanno atrofizzato il suo lato creativo e non riesce ad immaginare nient'altro che i due personaggi del cartone fermi immobile che ogni tanto sbadigliano.
Mi dispiace per Ken e per la scatola di plastica di cioccolatini di platica a forma di cuore che aveva comprato per la sua Barbi per San Valentino. Dovrà invecchiare da solo.
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