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PostHeaderIcon12 Gennaio 2004

[B]Log - Gennaio 2004
Lunedì 12 Gennaio 2004
Mi capita certi giorni di essere più lucido del solito, di guardarmi intorno con occhi diversi, di percepire le cose in modo differente da come sono abituato a fare. Come quando scopri di essere miope perché con la visita oculistica ti mettono le lenti giuste e vedi tutto in maniera più distinta. Parlo di sensazioni, quindi nulla che possa seguire la legge del "causa - effetto". Inutile anche tentare di risalire a monte dalla base, solo i tonni ci riescono, forse perché pensano meno di non farcela.
Sulla mia scrivania c'è una lente d'ingrandimento di un proiettore fine anni '50 grande quanto la mia mano. Attraverso vedo un pezzo di finestra, oggi mi sento come quella soglia di marmo, deformato e privo di verso.
E tutto questo contribuisce al mio rincoglionimento. Tanto che oggi ha lezione ho avuto paura di salutare una tizia che conosco perché non ero sicuro che fosse lei; mannaggia la mia memoria corta per i visi.
Dovevo fare anche delle fotocopie, ma ho trovato una ragazza che era un pochino impacciata davanti a me. Dall'alto della mia esperienza di obiettore di coscienza, con un master in fotocopiatrici e affini guadagnato sul campo, mi sono offerto di farle io al suo posto che ero più pratico. Le ho spiegato mentre fotocopiavo tutti i segreti di quelle macchine così misteriose, di come basti inserire i soldi e mettere il foglio nella posizione giusta affinché la magia avvenga correttamente. La mia buona azione quotidiana.
Rimango sempre più affascinato da un pezzetto del tragitto che faccio per andare all'università. Tra Flaminio e Lepanto la metro attraversa il Tevere facendo una parte del tragitto a cielo aperto. Ogni volta che il mio vagone esce alla luce mi soffermo a guardare il panorama, illuminato da una luce magica. Forse sono io che la intravedo perché fa contrasto con il buio e la luce artificiale che regna sulla metro. Il cielo ogni volta di colore diverso, il fiume che dimentica di essere inquinato, le passeggiate laterali, gli alberi che fanno da guardiani. Poi di nuovo il buio del sottosuolo.
Il cielo color piombo... anzi... sintonizzato su un canale morto, non ha aiutato il mio morale.
Fortuna che poi basta una telefonata con la persona giusta per stare meglio. Scommetto ancora sullo stesso numero, speriamo che questa volta esca quello giusto.


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