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Invernomuto - un urlo mentale
1300 bare a Stoccolma per la fame nel mondo
Url[o] - Comunicazione e Marketing
Martedì 01 Luglio 2008 08:52

bara per bambiniLa arcinota Saatchi & Saatchi ha messo in opera per le vie di Stoccolma una campagna di guerrilla marketing molto aggressiva sia nel tema che nella realizzazione. La divisione Svedese di "Medici senza frontiere" ha voluto una campagna che richiamasse l'attenzione sulle 5 milioni di morti annue di bambini a causa della malnutrizione. Fare in modo da un lato che il tema entrasse nell'agenda mediatica del paese e dall'altro che le donazioni dei cittadini aumentassero erano i duplici obiettivi che la campagna si poneva. 1300 bare di legno, in stile molto Ikea (se mi è permessa la battuta su un tema così impegnato), sono state distribuite per tutta la città, alcune anche recapitate nei centri d'informazione come redazioni di giornali e di televisioni. Le piccole bare, a misura di bambino neonato, contenevano opuscoli informativi riguardanti il fenomeno della malnutrizione.
Successivamente tutte le bare sono state raduntate in un medesimo punto e impilate a formare una enorme catasta. E stata data poi la possibilità a chiunque lo volesse di donare attraverso un veloce sms alla causa di medici senza frontiere qualche euro, e per incentivare questa operazione ad ogni donazione veniva rimossa una cassa; questa mossa è secondo me azzeccatissima: a avuto il merito di portare sotto gli occhi dei distanti cittadini di Stoccolma gli effetti benefici della loro generosità. Infatti la loro donazione aiutava ad eliminare quella montagna di bare in miniatura, dando la misura di quanto la loro azione avesse effetti reali sul problema proposto.
Il problema delle donazioni è appunto questo; i soldi che si devolvono hanno effetti intangibli per il donatore che quindi non ha stimolo diretto, se non quello dovuto al suo animo puramente filantropico, a donare nuovamente; c'è in gioco il classico effetto di "gettare i soldi in un pozzo". Questa operazione invece, oltre ad attirare l'attenzione di tutti i media cittadini e nazionali, ha portato dentro le via della città le conseguenze della malnutrizione e mostrato come sia tangible l'aiuto che ciascuno può dare con le sue donazioni. Questa campagna ha vinto il Silver Cannes Direct Lions.


Di seguito il video su You Tube.

 
Il problema della fame nell'era del supermercato
Url[o] - Comunicazione e Marketing
Domenica 15 Giugno 2008 16:59
L'importante agenzia TBWA, per conto dell'organizzazione non governativa Feed SA, impegnata nel problema della fame nel mondo, ha cercato di colpire i consumatori proprio durante l'atto di acquistare generi alimentari nei supermercati. Sul fondo di ogni carrello è stata piazzata una immagine come quella che vedere in foto qui a lato, ottenendo l'effetto sicuro di attirare l'attenzione in un modo del tutto particolare e, a suo modo, geniale. Il gesto classico e anonimo di depositare nel carrello una scatoletta di mais diventa un gesto di donazione che fatto al bambino rappresentato sul fondo. Ovviamente stiamo acquistando per noi e non facendo un opera caritatevole; da qui l'inevitabile senzo di colpa per la buona azione mancata, che grazie ad una eventuale sensibilità del cliente potrà avviare una riflessione più profonda e magari tramutarsi in una azione di donazione reale. Forse non ci saranno così tante conversioni in donazione attive, ma questa operazione sicuramente squote chi ci si torva davanti. Il tema forte, sbattuto in faccia in un modo "inevitabile", chiaro pur senza parlare, non ha bisogno di spiegarsi.
Questa operazione sconvolge il clima spesso asettico, votato all'acquisto e non alla riflessione, dei supermercati; immaginate di prendere questo carrello all'entrata, di fare le solite azioni di sempre; prendere i biscotti, il latte, il pane, la pasta, ed ogni volta che adagiate la merce sul carrello vedete l'immagine forte di questo bambino che implora qualcosa da mangiare.
Meritevoli quei supermercati che hanno partecipato all'iniziativa, sacrificando in parte la tranquillità dei loro clienti.

Sarà che da ormai qualche tempo nel paese in cui vivo la raccolta differenziata è diventata obbligatoria e quindi passo ore a chiedermi perché mai quando torno con la spesa c'è più plastica e contenitori che roba da mangiare, ma questa operazione di sensibilizzazione mi ha davvero colpito.
Sarà che il supermercato è il simbolo del cibo che diventa qualcosa di più del semplice "mezzo di sostentamento"; il gusto, la gola diventano elementi superflui davanti a queste immagini che non chiedono un piacevole sapore, ma solo qualcosa di cui vivere. Senza immagini colorate sulla confezione, senza bustine di plastica interne per conservare la freschezza, senza la granella di nocciola a rendere il prodotto più appetibile.
 
Passa al next level - uno sconosciuto all'Arsenal grazie alla Nike
Url[o] - Spot
Giovedì 05 Giugno 2008 11:24
Gli spot della Nike mi sono sempre piaciuti, sin dallo storico spot "Good Vs Evil" (Anno 1996), in cui Cantonà si alzava il coletto dicendo "au revoir" prima di tirare una sassata addosso al demone che stava in porta.

Lo spot che invece volevo mostrare è molto recente, sempre della nike, dal titolo "Passa al Next Level".
In due minuti di filmato, tutto realizzato in soggettiva, si vedono spezzoni della vita di un calciatore che viene notato da alcuni reclutatori ed entra a far parte della rosa dell'Arsenal, i gunners.
Come al solito, guarda e poi ne parliamo:


L'idea è buona ed è ben sviluppata, infatti capovolge il normale punto di vista dello spettatore incastrato sugli spalti o sulla poltrona di casa. La realizzazione usa uno stile frenetico, ma la qualità delle immagini è tutt'altro che amatoriale. Rende bene il patos della competizione, l'emozione di stare in campo; L'ultima scena richiama la prima (in entrambe il logo della Nike la fa da padrone) e il finale tagliato dal claim "Passa al Next Level" fa un buon richiamo in assenza, senza bisogno di specificare oltre il successo seguente.
L'unica cosa che mi è sembrata leggermente debole è il legame dello spot con la marca; Se è pur vero che il Brand Nike non ha bisogno di pubblicizzarsi in modo particolare l'unica cosa che fa efficacemente con questo spot è far vedere che lei il brand fa parte del mondo del calcio, ma manca quella qualità che di solito il prodotto aggiunge per il raggiungimento di un obiettivo.
Questo passaggio non è obbligatorio, si pensi infatti alla Benetton e alla sua scelta di pubblicizzarsi attraverso il sociale, escludento di fatto il prodotto; Forse il tentativo, anche discretamente riuscito, è quello di far capire che Nike non è un brand che aggiunge qualcosa al mondo del calcio, ma E' il mondo del calcio.
Affermazione sicurmanete esagerata, ma stiamo pur sempre parlando di pubblicità.

Per maggior informazioni andate sul sito della nike
 
Le ALTRE compagnie telefoniche sono il male, non certo la nostra
Url[o] - Viral Video
Martedì 03 Giugno 2008 15:55

La Net10 è una compagnia telefonica che ha realizzato un viral video molto ben fatto. Consiglio anche qui prima di guardare il video e poi di leggere quanto scritto sotto.

Tecnicamente il video mi è sembrato ineccepibile, un effetto atteso (il fatto che il telefono si squagli al microonde) che si tramuta in uno inatteso (le bolle che assumono un volto demoniaco). L'idea è aggressiva, infatti anche senza fare nomi denigra apertamente tutta la concorrenza. La durata è giusta, siamo infatti sul minuto scarso e l'indirizzo del sito alla fine del filmato impone una vista, dettata dalla curiosità.

Una sola cosa mi ha lasciato perplesso, ma si tratta di un dettaglio. I microonde hanno alla base un piatto girevole in vetro, come quello che si vede nel video, che si aziona automaticamente all'avvio dell'utilizzo; serve infatti per cuocere le pietanze uniformemente, visto che non le si può girare in fase di cottura. Nel video il piatto rimane fermo sin dall'inizio.
Questo in qualche modo mi ha messo sull'allerta e quindi la sorpresa non è stata prioprio totale, ma immagino dipenda dal fatto che ho un rapporto alquanto feticistico con l'elettrodomestico in questione dato lo smodato utilizzo che ne faccio e che probabilmente la maggiornaza delle persone non ha neanche notato la cosa.

 
Kamaproject - chiusura dell'asta
Url[o] - Comunicazione e Marketing
Giovedì 29 Maggio 2008 11:40

Un veloce aggiornamento sul Kamaproject di cui ho parlato qualche articolo fa. L'asta si è chiusa da pochi minuti e l'idea pubblicitaria è stato venduta al neo registrato utente myspace_italia. Il prezzo finale non è andato oltre la base d'asta, e forse questo non sarà considerato dalla ditta promotrice, la RMG connect, un grosso successo.
Nel primo articolo sull'argomento avevo parlato della difficoltà che secondo me avrebbe incontrato il prodotto nel trovare un acquirente e nonostante la mia ipotesi sembra in parte aver trovato riscontro, è un bene che l'asta si sia chiusa con almeno un offerta. Infatti nel totale immobilismo del marketing italiano fatto da società polverose che raramente mettono la testa fuori da striscioni, pubblicità sulla tv e hostess nei contri commerciali, qualcuno che ha deciso di mettersi in gioco c'è.

Magari il progetto inizialmente poteva pensare di riscuotere più successo, ma ha dovuto fare i conti con l'inabitudine alla dinamicità delle società italiane. Probabilmente l'utente myspace_italia che per 1.000 euro si è aggiudicato 7.000 euro (cifra indicata dalla stessa RMG connect) di postcard distribuite a Roma e Milano, non ha un effettivo interesse nel campo dell'utilizzo dei preservativi, altrimenti lo avrebbe esplicitato meglio nel nick scelto per l'utente creato appostiamente per l'acquisto, ed ha fatto una offerta per il prodotto solo per le sue caratteristiche di contorno, ovvero la campagna pubblicitaria che ha aperto la strada della vendita post-realizzazione di una campagna pubblicitaria. Di questo va dato merito allo staff di RMG, hanno fatto da pionieri in un campo che spero possa diventare più utilizzato.

Per approfondire questo tipo di temi ho richiesto qualche giorno fa al loro contatto stampa di avere la possibilità di porre qualche domanda via mail al creatore della campagna, ma per ora non ho ricevuto risposta. So che la società è molto grande e difficilmente daranno ascolto ad una mail ricevuta da un blogger neonato (almeno per quanto riguarda questi temi), ma come si dice, domandare è lecito, rispondere è cortesia.

 
Reactivity - il marketing che corre in aiuto dell'accattonaggio
Url[o] - Viral Video
Mercoledì 28 Maggio 2008 11:28

Play with Reactivity è una simpatica iniziativa del gruppo Reactivity. Uno spot azzeccato per spiegare di cosa si occupano e come lavorano.
Guardate prima il video, poi ne parliamo.

 
L'idea è carina e comunica immediatamente di cosa si occupa la struttura e di come interviene sul cliente. Rendere la richiesta di elemosina non-convenzionale, generando divertimento nei passanti, aumentano le entrate.
Che l'elemosinante lo sia per mestiere o che sia un "attore", che il pubblico passante sia pagante o pagato, poco importa. L'importante è la verosimiglianza, la possibilità che la situazione sia reale. L'amatorialità della qualità del video è una delle caratteristiche fondamentali dei viral video che anche se costruiti devono dare l'impressione di essere spontanei e autentici.
 
E' più pericoloso incontrare un fantasma o diventarlo?
Url[o] - Viral Video
Domenica 25 Maggio 2008 22:04
Notizia non più freschissima ma vale la pena rifletterci su ora che ha esaurito il suo ciclo di sviluppo.

Il 20 di aprile, corrente anno, viene pubblicato su you tube un video di quasi due minuti in cui delle telecamere di sorveglianza riprendono due impiegati rimasti in ufficio ben oltre l'orario lavorativo canonico; siamo infatti intorno alla mezzanotte e mezza quando, sul finire del filmato, i due fanno per uscire dall'ascensore, ci si accorge che con loro c'è un fantasma che li segue, lentamente, quando escono.
Il 1° maggio viene pubblicato un secondo filmato, esplicativo del primo, che ne chiarisce l'origine. A parlare è Josh Goh, manager della Gmp Group, una società di reclutamento di Singapore, che spiega le motivazioni che stanno alla base della creazione del filmato. L'obiettivo dichiarato del primo filmato risulta essere quindi quello di mettere in guardia i dipendenti dal rischio di workaholism (dipendenza insana e degenerante dal lavoro).
Come in qualsiasi campagna pubblicitaria, viral e non, non esiste mossa che non si aspetti un ritorno. La Gmp Group vuole associare la sua immagine ad una comunicazione sociale legata ovviamente al suo ambito d'operatività. Josh Goh mette in guardia dai rischi di un rapporto insano con il lavoro e traccia le linee guida per una carriera "sostenibile". E' quasi un invito a cambiare lavoro, se il lavoro che abbiamo non ci soddisfa o esige troppo da noi.

Avendo ora la chiave di lettura è d'obbligo, per chi vuole diventare un influente opinionista in materia, valutare pregi e difetti dell'operazione.
Il primo video è realizzato bene; delle telecamere di sorveglianza su un monitor tagliato in quattro parti per offrire inquadrature diverse, il timer che scorre in alto che indica l'ora e il giorno e quel tocco di "bassa qualità" che sembra essere diventato il marchio di fabbrica delle azioni di viral video. Forse i tempi sembrano eccessivi. Due minuti di ripresa per avere un effetto finale di pochi secondi. La lunga camminata dei due dipendenti forse avreebbe dovuto creare suspance, ma il sito di you tube difficilmente può creare l'atmosfera giusta a farci sobbalzare. Diciamo che l'inquietudine risultante dal filmato dipende in grandissima parte dal contesto di fruizione in cui l'utente che osserva è immerso, che nel caso di internet è difficilmente gestibile e ipotizzabile da parte dei creatori. Sicuramente guardare il filmato al buio nel proprio studio a notte fonda ha un effetto diverso che guardarlo di straforo dal pc del lavoro in piena attività lavorativa, ma questo è un discorso che vale in genere per ogni produzione destinata al web.
Quello che invece sembra deboluccio in questa operazione è il ponte fra il primo e il secondo filmato. Ovvero il motivo per cui la Gmp ha scelto di trattare il tema della dipendenza da lavoro attraverso la messa in scena di un fantasma in un ascensore. Il manager della società del secondo video spiega così la relazione: "I pericoli da dipendenza da lavoro sono molteplici. Stress, fatica e problemi di salute, sono solo alcuni. E se sei molto, ma molto sfortunato, potresti anche incontrare un fantasma".

Tutto qui? Mostro un fantasma nel video perché se lavori fino a tardi rischi di incontrarne uno? Un pò fiacca come motivazione. Personalmente avrei lavorato sul concetto di "diventare un fantasma" piuttosto che su "incontrare un fantasma". Dopotutto la signora avrebbe potuto essere una vecchia impiegata uccisasi per depressione da lavoro che ancora si agitava come spirito per gli uffici in cui aveva lavorato. Si sarebbe potuto lavorare in modo migliore sui concetti di alienazione e di deperimento fisico e morale, ma questo avrebbe significato attaccare troppo violentemente un campo, quello del lavoro, che dopotutto è il settore di buisness della Gmp. Quindi una critica sociale senza critica; solo un gioco che, c'è da ammetterlo, ha portato i suoi frutti. Oltre 300.000 visualizzazioni del primo filmato in poco più di un mese, giornali e telegiornali ne hanno parlato (figurarsi che la cosa è arrivata anche sui tg italiani) e i CV inviati alla Gmp sono aumentati esponenzialmente. I due video hanno quindi completamente svolto il loro compito di attirare l'attenzione (il primo) e pubblicizzare la società (il secondo).

A conti fatti quindi una operazione completamente riuscita e alla quale, per questioni strutturali di commitenza, non si poteva chiedere più di quello che ha dato.

Ecco i due video, per completezza d'seposizione.


 
Fabbricanti di condom prestate attenzione.
Url[o] - Comunicazione e Marketing
Giovedì 22 Maggio 2008 08:32
Kamaproject di RMG connectFabbricanti di condom prestate attenzione.

Kamaproject è una iniziativa della RMG connect, una società di marketing che si è trovata con una buona idea per le mani senza avere un cliente a cui venderla. Di necessità spesso si riesce a fare virtù ed ecco che una campagna promozionale orfana ha la possibilità di aprire una nuova frontiera.

La campagna viene pianificata, vengono presi gli accordi commerciali per realizzarla e solo alla fine si cerca un cliente che la voglia. Dove? Ma su Ebay ovviamente.
Ebay è spesso visto, a torto secondo la mia ancora modesta opinione, come un posto dove la gente compra di tutto e a qualsiasi prezzo. Senza arrivare a questa eccessiva semplificazione si può dire che è un ottima vetrina che può essere sfruttata. La rmgconnect pubblicizza l'iniziativa, credo non a torto, come "La prima asta creativa su Ebay".

Il progetto, attraverso delle promocard realizzate su commissione da Promocard, vuole sensibilizzare il target sul rischio delle malattie mortali sessualmente trasmissibili. C'è da dire che l'idea è buona e che la realizzazione è stata adeguata. La visibilità dell'operazione viene descritta dalla seguente frase:

[l'operazione] "comprende una campagna stampa multisoggetto di grande impatto ed esecuzione, unita a una pianificazione su circuito Promocard (50.000 cartoline a Milano e Roma per un valore di circa 7000 euro)"

La base d'asta è di 1.000 euro. L'asta di è aperta il 19 maggio intorno a mezzogiorno e finirà il girono 29 alla medesima ora. Essendo un prodotto rivolto alle aziende sembra azzeccata la scelta dell'orario di chiusura in un giorno feriale in piena attività lavorativa (pensate che disastro sarebbe stata una chiusura serale o peggio ancora di domenica a pranzo... Quale cliente non sarebbe rimasto infastidito dalla poca attenzione alle sue esigenze?).

A conti fatti rimane solo un aspetto da capire. Chi è il target di questa operazione di marketing? Già perché abbiamo in vendita una operazione pubblicitaria (le promocard kamasutra / morte) che tenta di vendersi attraverso un'altra operazione pubblicitaria (la messa all'asta su ebay di una idea creativa e sua realizzazione). Quindi perché la prima abbia successo deve avere successo la seconda. E chi potrebbe essere interessato a mettere il proprio logo in alto a destra sulle card in oggetto?
La prima categoria che viene alla mente è sicuramente quella dei produttori di profilattici che, oltre a preoccuparsi di non far nascere pargoli, hanno un ruolo importante nella lotta all'Aids.
Forse sarebbe ipotizzabile un interesse del ministero della salute nell'ambito della pubblicità socialmente utile. Ma ce li vedete voi i polverosi funzionari che si connettono ad internet e fanno un offerta su ebay per delle promocard quasi pornografiche?

Per ora nessuno ha effettuato un offerta, ma si sa che su ebay un'asta di 10 giorni deve avere pazienza. Penso che chi si aggiudicherà l'asta farà un buon affare, se non arriveremo a parlare di cifre irragionevoli; la cosa però di cui sono certo è che la RMG connect si è fatta una ottima pubblicità e che per loro questa campagna, anche dovesse rimanere invenduta, avrà significato un notevole aumento di notorietà, almeno nel panorama italiano.
 
Cambio di tono (e di tema)
Url[o] - Varie ed Eventuali
Lunedì 19 Maggio 2008 18:39

Neanche fosse settembre, mese di speranze cresciute nei mesi estivi, ecco qui l'inizio di un nuovo progetto. Anzi un cambio di direzione;
Partiamo dall'inizio. Sono anni che scrivo di me su quste pagine di pixel e ho cominciato a chiedermi perché mai un navigante dovrebbe interessarsi assiduamente ai miei sempre più sporadici deliri. Mi sono immaginato il mio visitatore più assiduo, un tipo di chicago, sicuramente un serial killer, che passa il tempo a leggere le mie pagine di diario, a guardare le mie foto, a progettare il modo migliore per farmi fuori senza che il Ris italiano possa fare nulla per acciuffarlo. Devo aver regalato moli sbadigli, qualche espressione interrogativa e poco più.
E a trent'anni (anche se ne ho 28), si vuole cominciare a concretizzare

Sono sempre stato interessato alla comunicazione. Sono un eterno laureando in quella facoltà li, così tanto sottovalutata quanto interessante. Mi sto appassionando ultimamente a tecniche pubblicitarie non convenzionali, il guerrilla marketing, perché penso che unisca la genialità di un idea al tentativo di non fare pubblicità banale. Meglio uno spot che stupisca piuttosto di uno che intorrompa e basta no?

E quindi relegherò in una area privata tutto quello che mi riguarda di personale per quei pochi maniaco depressivi che vorranno registrarsi al sito; A tutti gli altri naviganti cercherò di offrire una personale visione di quello che accade nel mondo della comunicazione in generale, di quella inconsueta in particolare.

In un mondo di sordi non è un problema essere muti, l'importante è saper scrivere e leggere. 

 

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