18 Marzo 2003
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Martedì 18 marzo 2003
Assente ingiustificato da me stesso mi sono preso una pausa di riflessione. Tra esami e libri sono stato sommerso. Poi ho anche iniziato a riflettere sul perchè scrivo questo Diario, ormai al 127° capitolo. Ormai è diventata una moda, esistono dei siti che gestiscono tutto in maniera automatica e puoi avere una tua pagina che ti descrive e un tuo diario on line. Quando ho iniziato io, quasi 2 anni fa non era pratica molto comune, potrei vantarmi di aver anticipato una moda, ma forse ho solo sentito prima una necessita che si è poi diffusa. Se tiri una catenella molto spesso suona un campanello. Ho pensato al perchè.
Forse un bisogno. Una necessità di raccogliere quello che sono e, non metterlo in vetrina, ma conservarlo. Farmi conoscere, mostrarmi per quello che scrivo. Potrei essere chiunque semplicemente cambiando quello che scrivo. Attraverso ogni capitolo c'è una parte di me, un tassello di un mosaico, senza disegno ad aiutare il puzzle. Ho costruito un cassetto dove ho riposto ogni piccola biglia di vetro, e ora guardo tutte queste perle e mi chiedo per che gioco potrei mai usarle.
Ho ripreso a seguire i corsi, devo dare prima di giugno la allegra cifra di 8 esami per un totale di 14 allegri libri corposi. Infatti tra poco in prima serata mi aspetta, per la saga "la Storia Contemporanea" Giolitti e la prima guerra mondiale. Potrei anche però intrattenermi con un testo che tratta della memoria autobiografica, sempre in tema di ricordi e di diari. Credo che Giolitti avrà la priorità su una lettura che potrebbe risultare addirittura interessante.
Assente ingiustificato da me stesso mi sono preso una pausa di riflessione. Tra esami e libri sono stato sommerso. Poi ho anche iniziato a riflettere sul perchè scrivo questo Diario, ormai al 127° capitolo. Ormai è diventata una moda, esistono dei siti che gestiscono tutto in maniera automatica e puoi avere una tua pagina che ti descrive e un tuo diario on line. Quando ho iniziato io, quasi 2 anni fa non era pratica molto comune, potrei vantarmi di aver anticipato una moda, ma forse ho solo sentito prima una necessita che si è poi diffusa. Se tiri una catenella molto spesso suona un campanello. Ho pensato al perchè.
Forse un bisogno. Una necessità di raccogliere quello che sono e, non metterlo in vetrina, ma conservarlo. Farmi conoscere, mostrarmi per quello che scrivo. Potrei essere chiunque semplicemente cambiando quello che scrivo. Attraverso ogni capitolo c'è una parte di me, un tassello di un mosaico, senza disegno ad aiutare il puzzle. Ho costruito un cassetto dove ho riposto ogni piccola biglia di vetro, e ora guardo tutte queste perle e mi chiedo per che gioco potrei mai usarle.
Ho ripreso a seguire i corsi, devo dare prima di giugno la allegra cifra di 8 esami per un totale di 14 allegri libri corposi. Infatti tra poco in prima serata mi aspetta, per la saga "la Storia Contemporanea" Giolitti e la prima guerra mondiale. Potrei anche però intrattenermi con un testo che tratta della memoria autobiografica, sempre in tema di ricordi e di diari. Credo che Giolitti avrà la priorità su una lettura che potrebbe risultare addirittura interessante.
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