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PostHeaderIcon04 Novembre 2003

[B]Log - Novembre 2003
Mercoledì 4 Novembre 2003
Sono ricominciati finalmente i corsi dell'università, e ricomincia il mio pendolare tra Roma e Anguillara senza sosta e senza meta, tra cinema dislocati in lunghi improbabili e ricerche di libri che scono in fascicoli. Per arrivare alla mia aula di lezione, il cinema King, devo fare questo funambolico percorso: Treno Anguillara - Roma con fermata a Valle Aurelia, Metro A fino a Flaminio, Atac fino a via Po, altro Atac fino a via Nemorense e poi passeggiatina in direzione di villa Ada.
Il primo giorno, tanto per iniziare bene, mi è successo quanto segue. Il professore di Teorie e Tecniche dei nuovi media ha fatto una domanda di questo tipo: "Vedete questo proiettore da sala collegato al mio Pc? Bene, che cosa ottenete se lo mettete sotto sopra attaccato al soffitto?". Io con un volume di voce normale, in maniera che non potesse sentirmi il docente, dico: "un lampadario!". Purtroppo in quel preciso istante in cui ho fiatato si è creato il silenzio più totale e la mia voce ha riempito quel buco. Tutto il cinema è scoppiato a ridere battendo le mani, io sono diventato coloro lampone e ho ritirato la testa nelle spalle come una tartaruga che tenta una via interiore di fuga.
La nota mancanza di spazi ha fatto si che un gruppo di studenti portasse un divano preso dall'anticamera del cinema per portarlo dentro la sala e sedercisi. Quindi ora nel cinema ci sono quattro posti in più di prima classe.
Nel mio eterno pellegrinaggio oggi ho incrociato un ambulante che vendeva libri, uno di quelli che si mettono al ciglio del marciapiede e vendono le cose su una stuola di cartone, avete presente, no? Mentre spiluccavo le pagine di un libro si avvicina un ragazzo con la faccia da matricola, lo aveva veramente scritto in fronte: "Aiutatemi, sono perso nel marasma generale dell'università". Ma ha veramente stupito ogni mia rose aspettativa quando si volta vero l'ambulante e gli fa: "Per caso ha la guida dello studente?". Ad un povero ambulante.... non aggiungo altro.
Ho conosciuto Erica, una ragazza molto simpatica, che mi ha quasi convinto a seguire il corso serale di semiotica, l'unico problema è che l'orario è, per l'appunto, serale, quindi dalle 18 alle 20; il che significherebbe tornare a casa a notte fonda.... vedremo, magari riesco a farmi mettere le firme senza andarci e riseco a preparare da solo l'esame.
Ho ripreso la sana abitudine di alzarmi presto la mattina, mi sento stanco alla sera, ma soddisfatto di essere uscito dal torpore che mi si era incollato addosso.
Questa mattina dovevo essere alle 8 nel cinema di qui sopra, e l'orario di partenza per sperare di arrivare in orario era le 6 e 27 del mattino. Con la mia virtuosa bicicletta verde smeraldo ho intrapreso verso le 6 e 05 la traversata di un paio di Km che mi avrebbe portato alla stazione del treno. Era ancora buio quando sono uscito di casa e in bici il freddo era congelante, quasi sidereo. Tanta sofferenze per arrivare poi alla stazione e sapere che il treno è "In ritardo non precisato" che Dio solo sa cosa significa in minuti. Aspetto fino alle 7, poi chiamo mio padre che, andando al lavoro, mi avrebbe portato alla stazione successiva, dove partono altri treni per Roma. Naturalmente appena mi dirigo verso il luogo dell'appuntamento pattuito con il genitore, appena sono fuori portata di treno, il fetente passa allegramente dirigendosi verso la capitale. Aspetto il genitore-navetta e mi lascio condurre alla stazione successiva, dove prendo un treno che impiega un ora a fare un tragitto di 30km. Immancabilmente la metro è strapiena e ne devo aspettare due per trovarne una "vivibile". Il primo dei due Atac che prendo si rompe, aspetto il successivo, faccio il cambio a via Po e arrivo a destinazione; alle 9 e 20. Tre ore e quindici minuti per arrivare a destinazione.
Voglio il teletrasporto!


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