Arriva l'inverno
| [B]Log - Ottobre 2003 |
Martedì 14 Ottobre 2003
Mi accorgo quando arriva l'inverno da una cosa un poco particolare.
Quando entro in macchina ormai ho una serie di gesti automatici. Chiudo lo sportello, inserisco la chiave, metto la cinta, metto il cambio in folle, e poi contemporaneamente giro la chiave ed apro il finestrino. Mi accorgo che è inverno quando richiudo immediatamente il finestrino dopo che il gelo è entrato in macchina. Sono vittima delle mie abitudini.
In questi giorni sono perso nella costruzione del sito della Shenker, la qual cosa porterà un pochino di ossigeno al mio conto in banca che langue in stasi da ormai molti mesi. L'inizio delle lezioni è stato posticipato di una settimana ancora, non credo che saprò mai quale lezioni seguire.
Mi capita durante il giorno di pensare di voler scrivere qualcosa di particolare in questo spazio, ma poi, immancabilmente, mi dimentico di farlo, oppure non trovo il tempo, troppo impegnato a giocare a qualche gioco idiota sul pc. Quindi alla fine queste righe possono essere considerato solo un Greatest Hits di quello che mi succede. Se volete di più, trasferitevi vicino casa mia.
In questi giorni sto facendo un pochino di pulizia, dentro e fuori il mio Pc. Mi sono dis-iscritto dalla prima lista di cui sono entrato a far parte una volta su internet, mi sono perso per strada delle persone molto speciali a cui tenevo, ma lo spirito che l'animava era morto da tempo. Qualcuno con il tempo aveva abbandonato, e io da qualche tempo mi sentivo un intruso che guarda dal buco della serratura. Così me ne sono andato senza dire una parola, senza un ciao. Ma da certi posti si esce solo così.
Una nota di colore. Mio fratello sono giorni che gioca con Empire Earth, un gioco di quelli che devi costruire il tuo popolo e poi mandarlo al massacro. C'è la voce di un generale che è insopportabile che ogni volta che lo selezioni ripete monotonamente "Siamo sotto attacccooo". Mio padre, nel suo consueto giro di perlustrazione nella camera dei suoi pargoli dopo essere tornato dal lavoro ha sentito quella voce per almeno una ventina di volte. Deve averlo tipo ipnotizzato perché per il resto della serata quando passava davanti camera faceva capoccella con la testa e urlava "SIAMO SOTTO ATTACCCOOOO".
Mi accorgo quando arriva l'inverno da una cosa un poco particolare.
Quando entro in macchina ormai ho una serie di gesti automatici. Chiudo lo sportello, inserisco la chiave, metto la cinta, metto il cambio in folle, e poi contemporaneamente giro la chiave ed apro il finestrino. Mi accorgo che è inverno quando richiudo immediatamente il finestrino dopo che il gelo è entrato in macchina. Sono vittima delle mie abitudini.
In questi giorni sono perso nella costruzione del sito della Shenker, la qual cosa porterà un pochino di ossigeno al mio conto in banca che langue in stasi da ormai molti mesi. L'inizio delle lezioni è stato posticipato di una settimana ancora, non credo che saprò mai quale lezioni seguire.
Mi capita durante il giorno di pensare di voler scrivere qualcosa di particolare in questo spazio, ma poi, immancabilmente, mi dimentico di farlo, oppure non trovo il tempo, troppo impegnato a giocare a qualche gioco idiota sul pc. Quindi alla fine queste righe possono essere considerato solo un Greatest Hits di quello che mi succede. Se volete di più, trasferitevi vicino casa mia.
In questi giorni sto facendo un pochino di pulizia, dentro e fuori il mio Pc. Mi sono dis-iscritto dalla prima lista di cui sono entrato a far parte una volta su internet, mi sono perso per strada delle persone molto speciali a cui tenevo, ma lo spirito che l'animava era morto da tempo. Qualcuno con il tempo aveva abbandonato, e io da qualche tempo mi sentivo un intruso che guarda dal buco della serratura. Così me ne sono andato senza dire una parola, senza un ciao. Ma da certi posti si esce solo così.
Una nota di colore. Mio fratello sono giorni che gioca con Empire Earth, un gioco di quelli che devi costruire il tuo popolo e poi mandarlo al massacro. C'è la voce di un generale che è insopportabile che ogni volta che lo selezioni ripete monotonamente "Siamo sotto attacccooo". Mio padre, nel suo consueto giro di perlustrazione nella camera dei suoi pargoli dopo essere tornato dal lavoro ha sentito quella voce per almeno una ventina di volte. Deve averlo tipo ipnotizzato perché per il resto della serata quando passava davanti camera faceva capoccella con la testa e urlava "SIAMO SOTTO ATTACCCOOOO".
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