02 Ottobre 2005
| [B]Log - Ottobre 2005 |
Dita su una tastiera. Non esce musica, ma parole su uno schermo. E' una forma di melodia differente, non proprio afona per chi la sa ascoltare.Avevo un peluches di Snoopy, lo chiamavo Zaretta, uno di quei misteri che solo la mente di un bambino potrebbe sciogliere, se avesse tempo per le cose serie. L'ho perso nel trasloco da Roma a qui. Forse tutti i miei problemi di insicurezza nascono da questo episodio della mia infanzia, un senso di smarrimento costante e che ritorna ciclicamente. O forse è il mio cuscino da piccino che mi crea questi problemi? Uno psicologo probabilmente, se freudiano, ci metterebbe in mezzo un qualche problema di natura sessuale, per potersi permettere una fattura più alta di qualche centinaio di euro. Non che io reputi la psicologia una ciarlataneria, ma diffido delle cose che vanno di moda e delle "scienze" che divengono commerciali. Anzi, non diffido, mi spaventano.
Sono scortato da un esercito di pupazzi ora. Rufus e Berto che mi guardano dall'alto della finestra, Otto che sta sul comodino, Frittatina che fa free-climbing sulla lampada da scrivania. Ma evidentemente con l'età la medicina non può essere più la stessa. Ho dei punti fermi nella vita, ma il resto gira vorticosamente, fino a confondersi in pennellate confusa e colorate.
Come sempre riuscirò a rimettere a fuoco il panorama, come è naturale che sia. Inutile pensare a come sarebbe se fossi diverso. Inutile impormi percorsi di auto-miglioramento che so di non poter rispettare. Ho le mie manie e credo per certi versi siano invincibili. Sembro un tossico, forse sono ancora solo troppo bambino.
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