L'evoluzione della famiglia
| [B]Log - Ottobre 2007 |
Un ragazzino che ai miei occhi sembra troppo piccolo per dover badare al priprio fratello e uno spezzone particolarmente riuscito di un film d'animazione che parla dell'infanzia di uno stitico critico culinario; basta veramente poco di questi tempi per solleticare il mio animo lacrimoso. Credo di poter quasi capire gli sbalzi ormonali delle donne in quei giorni; o almeno la sensazione è molto simile a quello che un uomo può immaginare sia.
Credo che la radice comune delle cose che mi smuovono sia il legame affettivo. Credo di non aver ancora del tutto metabolizzato il passaggio da figlio che coabita con i genitori e quindi li sopporta a figlio che non vive più con loro e che riscopre l'amore che prova per loro. Eppure il naturale senso di distanza che si crea costringe ad una visione più ottimistica; vedi tua madre e tuo padre come persone meno alte, più piccole, più persone e meno genitori; e senti una morsa allo stomaco perchè scopri la loro fallibilità, tutta quell'adorabile umanità che li avvolge e li rende imperfetti e mortali.
Tutto passa in secondo piano: la sensazione del tempo che scorre senza fare veramente nulla della mia vita, il lavoro che sobbalza tra gioie e dolori come una montagna russa, e tutte le altre cose che si ridimensionano fino a perdere d'importanza.
Ho stilato una lista delle cose da fare prima dei 30 e tra compiti estremamente equivoci come imparare a cucire e a fare la maglia ho scritto anche che devo riuscire a "tornare 18enne". Mi sembra presto per la crisi di mezz'età, eppure sembra proprio essere già arrivata.
Anche quello che scrivo comincia sempre più a diventare una lunga nota, una sola nenia ripetitiva che mi aiuta come un mantra a sviscerare i soliti pensieri tristi e a scacciarli per qualche ora di sonno.
Dopo un mese che cercavo un hotel a parigi che fosse qualcosa di degno ad un prezzo buono, dopo notti a mettere segnalini su mappe (di google ovviamente) dove indicavo nome dell'albergo, prezzo e caratteristiche, dopo mille pagine di commenti visitate, con Cla abbiamo deciso di sceglierne uno a caso e basta.
Mia madre a ripreso, dopo 20 anni di astinenza, a dipingere e con ottimi risultati direi; mio padre mi ha quasi finito una bokken (spada di legno) che gli ho commissionato qualche tempo fa. Che cosa potrò dare io ai miei figli? "Guarda caro, papà ti ha appena costruito un algoritmo che ti permette di gestire l'elenco dei tuoi giocattoli e di ordinarli per casa di produzione, colore e quantità di ore giocate. Rifletto sempre più spesso sul valore etico del lavoro fatto a mano e mi accorgo di quanto sono distante dal capire certi tipi di soddisfazione. Io mi sento un campione quando riesco a montare un mobile dell'ikea, mio padre alla mia età aveva già un figlio di 7 anni e lavorava per lui 8 ore al giorno. Mi sento in colpa, come se a causa della mia condotta la specie umana stesse facendo un passo indietro invece che avanti.
Si dice che l'evoluzione è una serie di errori. Ma forse è ad una serie di errori commessi dal caso che a noi piace dare il nome di evoluzione. Guardiamoci oggi: abbiamo il pollice opponibile, ma non possiamo respirare sott'acqua, patiamo il caldo e il freddo molto più di tante specie animali e soprattutto ci preoccupiamo di qualsiasi cosa, facciamo di tutto un problema, ci arrabbiamo, piangiamo e poi leggiamo gli oroscopi.
Con un tragitto leopardiano, dal personale all'universo, mi rendo conto che la mia sbornia da depresso sta passando, ed ora posso andare a dormire certo di non chiudere occhio per almeno un oretta. Rimarrò fermo a guardare il cielo stellato dal lucernario; l'altra sera è passata nel mio frammento di cielo una stella cadente. Chissà se aprirò davvero un Bed & Breakfast a tema fantasy prima o poi. Bisogna avere un progetto a cui dedicare i propri sforzi, anche se collaterali.
Credo che la radice comune delle cose che mi smuovono sia il legame affettivo. Credo di non aver ancora del tutto metabolizzato il passaggio da figlio che coabita con i genitori e quindi li sopporta a figlio che non vive più con loro e che riscopre l'amore che prova per loro. Eppure il naturale senso di distanza che si crea costringe ad una visione più ottimistica; vedi tua madre e tuo padre come persone meno alte, più piccole, più persone e meno genitori; e senti una morsa allo stomaco perchè scopri la loro fallibilità, tutta quell'adorabile umanità che li avvolge e li rende imperfetti e mortali.
Tutto passa in secondo piano: la sensazione del tempo che scorre senza fare veramente nulla della mia vita, il lavoro che sobbalza tra gioie e dolori come una montagna russa, e tutte le altre cose che si ridimensionano fino a perdere d'importanza.
Ho stilato una lista delle cose da fare prima dei 30 e tra compiti estremamente equivoci come imparare a cucire e a fare la maglia ho scritto anche che devo riuscire a "tornare 18enne". Mi sembra presto per la crisi di mezz'età, eppure sembra proprio essere già arrivata.
Anche quello che scrivo comincia sempre più a diventare una lunga nota, una sola nenia ripetitiva che mi aiuta come un mantra a sviscerare i soliti pensieri tristi e a scacciarli per qualche ora di sonno.
Dopo un mese che cercavo un hotel a parigi che fosse qualcosa di degno ad un prezzo buono, dopo notti a mettere segnalini su mappe (di google ovviamente) dove indicavo nome dell'albergo, prezzo e caratteristiche, dopo mille pagine di commenti visitate, con Cla abbiamo deciso di sceglierne uno a caso e basta.
Mia madre a ripreso, dopo 20 anni di astinenza, a dipingere e con ottimi risultati direi; mio padre mi ha quasi finito una bokken (spada di legno) che gli ho commissionato qualche tempo fa. Che cosa potrò dare io ai miei figli? "Guarda caro, papà ti ha appena costruito un algoritmo che ti permette di gestire l'elenco dei tuoi giocattoli e di ordinarli per casa di produzione, colore e quantità di ore giocate. Rifletto sempre più spesso sul valore etico del lavoro fatto a mano e mi accorgo di quanto sono distante dal capire certi tipi di soddisfazione. Io mi sento un campione quando riesco a montare un mobile dell'ikea, mio padre alla mia età aveva già un figlio di 7 anni e lavorava per lui 8 ore al giorno. Mi sento in colpa, come se a causa della mia condotta la specie umana stesse facendo un passo indietro invece che avanti.
Si dice che l'evoluzione è una serie di errori. Ma forse è ad una serie di errori commessi dal caso che a noi piace dare il nome di evoluzione. Guardiamoci oggi: abbiamo il pollice opponibile, ma non possiamo respirare sott'acqua, patiamo il caldo e il freddo molto più di tante specie animali e soprattutto ci preoccupiamo di qualsiasi cosa, facciamo di tutto un problema, ci arrabbiamo, piangiamo e poi leggiamo gli oroscopi.
Con un tragitto leopardiano, dal personale all'universo, mi rendo conto che la mia sbornia da depresso sta passando, ed ora posso andare a dormire certo di non chiudere occhio per almeno un oretta. Rimarrò fermo a guardare il cielo stellato dal lucernario; l'altra sera è passata nel mio frammento di cielo una stella cadente. Chissà se aprirò davvero un Bed & Breakfast a tema fantasy prima o poi. Bisogna avere un progetto a cui dedicare i propri sforzi, anche se collaterali.
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