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[B]Log - Settembre 2001
Lunedì 10 Settembre 2001
21:40
Ieri sera a quest'ora ero in macchina sulla Roma - Civitavecchia di ritorno a casa dal raduno di cui vi avevo parlato nella mail precedente. Ancora ne risento, ma ne è valsa la pena.

Partenza da Prima Porta con due ragazze, una meno puntuale dell'altra e così invece delle due si parte alle tre e un quarto. Una delle ragazze (Angela per chi la conosce) dimostra una volta di più di soffrire di narcolessia addormentandosi sul sedile posteriore della macchina per quasi tutto il viaggio coprendosi con il parasole della macchina perché aveva freddo. Arriviamo dopo 330 km all'albergo, trovandolo con non poche difficoltà visto che era nascosto dietro una foresta di canne e giunchi. Ci diamo una rinfrescata generale e intanto ci guardiamo una puntata di Happy Days. Cena in pizzeria con un cameriere ignorantissimo. Torniamo in camera e dopo due episodi di X-Files e una chiacchierata facciamo la nanna. Ci svegliamo di buon ora e ci prepariamo, colazione in albergo e una puntata dei puffi a mettere di buon umore. Arriviamo al luogo del raduno per primi. Un parco giochi molto carino che sembrava la versione shareware di Mirabilandia. Piano piano arrivano tutti ed entriamo. Sorvolo su i singoli fatti del raduno perché ho qualcos'altro da dire. Dopo pranzo mi arriva un sms. Incredibile come 160 caratteri possano distruggere una giornata quasi perfetta. Dentro si fa buio, comincia a piovere acqua fredda, mentre fuori splende il sole. I sorrisi degli altri sembrano un linguaggio che io non posso più parlare. Mi spengo. Dopo un poco partiamo per il ritorno. Comincio a parlare per monosillabi perché dentro continua a fare buio. La stanchezza ha il sopravvento su le due ragazze e si addormentano entrambe. Io intanto prendo una cassetta a caso dal mucchio e la metto a volume basso. "Circo Massimo" di Venditti, ricordi che riaffiorano, ma che respingo giù. Muovo la bocca seguendo le parole della canzone, un cantare muto che non basta a far uscire senza danni quello che ho dentro. Arriva il turno di "Notte prima degli esami" e riesco a non piangere non so come, la tempesta dentro sembra trovare nuove forze da sfogare verso di me.

"Ero li quella sera e non ero solo, un abbraccio, un bacio, una promessa non pronunciata a voce alta, due mani che stringono altre due per chiedere un abbraccio più forte. Quella notte era tutto in una mano, nessun dubbio a oscurare la strada del futuro. Le luci intanto si fanno mano mano più basse e le parole della canzone diventano l'unica luce che ti permette di vedere l 'amore che c'è tra due persone. Diventa quasi buio. - Si accendono le luci qui sul palco - e le luci illuminano all'improvviso un milione di persone. Le lacrime venivano giù da sole, lacrime di gioia, non per la tua squadra campione d'Italia, lacrime per un amore che sai non finirà, quando basta stringersi più forte per volersi ancora più bene e scacciare ogni nuvola da un cielo blu stellato.

Ad un certo punto Simona, (l'altra ragazza) - Che bello Venditti -, si era ripresa dallo stato comatoso. E inizia a parlare cercando di farmi compagnia; forse aveva capito che non stavo proprio bene. Parlando con lei mi sono aperto e sfogato, è venuto tutto naturale. Lei mi è stata a sentire e poi mi ha detto quello che pensava. Buttare fuori quello che avevo dentro è servito a farmi uscire dal buio (grazie Elfa). Ho cominciato a rivivere con un nuovo spirito quei momenti a Circo Massimo, non erano più una promessa infranta, ma un giuramento solenne mai pronunciato. Il viaggio intanto proseguiva con file interminabili, e il morale cominciava a tornare. Il peso che avevo dentro piano piano se ne sta andando. Pisana, Angela torna a casa. Alla ricerca di una strada per Circo Massimo. Simona da li sa la strada per casa sua. Seguo un tram che so che arriva su Lungo Tevere e poi i suoi binari. Scende anche Simona e via verso casa. Tangenziale e Raccordo. Quella sera lei è al mio paese, ci sono i fuochi d'artificio, e anche se sono stanco non posso saperla così vicino e rinunciare ad assaggiare un suo bacio. Due minuti con lei. il tempo per lei di chiedermi se ero strano. non cambierà mai.. E un altro bacio per finire la giornata. Torno a casa, ancora Venditti di sottofondo, un braccio fuori dal finestrino, vento fresco che sveglia dal torpore del viaggio, ora la musica serve per salire in alto, non mi trascina più giù. scalo, freno, freno a mano, tolgo la chiave, apro portiera, scendo, prendo il bagaglio, chiudo portiera, ri-apro portiera, prendo cellulare dimenticato, ri-chiudo portiera, apro cancello, scale buie, portone di ferro, portone di legno, porta cameretta, letto.

Ale.Zz

p.s. Non parlo di questo lunedì che ho passato. Il napoletano ha dato il peggio di se. fortuna che c'è Lobo a tenere alto il nome dei napoletani simpatici.

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