Non mi succede spessissimo, ma a volte mi capita, di rimanere incantato (anzi no, affascinato è la parola giusta), da delle fotografie. Il fascino "vampirico" (una volta un autore di uno dei manuali di sociologia lo definì così) delle immagina rubate allo scorrere del tempo. Le fotografie sono eternamente morte, attualizzano un passato perso, hanno quella giusta componente di malinconia che mi fa fermare ad osservarle, bloccando il mio tempo, invischiandolo con il loro.
Mi è successo l'altro giorno osservando questa foto su flickr.com (la pagina originale è questa); non sono un grosso fan del quadro in questione, anzì ammetto che non conoscevo questa opera di Vermeer prima di vederne il film anche se consocevo l'autore per altri quadri analizzati in semiotica. Se il film aveva saputo piacermi per la sua fattura, i colori e le luci, oltre che per la buona storia e l'incantevole attrice, questa foto nella sua immediatezza mi cattura ancora di più. Certo l'espressione non è più quella del quadro, non c'è innocenza nel taglio degli occhi di questa ragazza, né sulle sue spalle nude. E' una attualizzazione del quadro molto ben riuscita... ammesso volesse esserlo;
e la cosa che adoro del web è che dopo questo post potrò fare all'autore della foto delle domande a cui lui molto probabilmente risponderà! Quanto si accorciano le distanze!
Sto valutando altri possibili futuri per un buon programmatore web. L'agricoltura ad esempio. Sarà che sto ritrovando contatto con la natura correndo al freddo e prendendo l'acqua in motorino, ma l'idea dell'odore della terra e del lavoro manuale mi disppiace sempre meno. La terra è onesta, e salvo calamità d'Egitto raramente manca di versare il dovuto.
Trattare con i clienti non è mai facile, ma quando questi pretendono che tu ne sappia più di loro sul loro campo mi mancano in bestia.
E pensare che volevo fare l'astronauta. E se invece aprissi un punto di ristoro? In cucina non me la cavo male e poi Cla è molto brava e accetterebbe subito. Ancora meglio un azienda di catering; cucini dove ti pare e poi consegni a domicilio. Però anche li avrei a che fare con i clienti. Possibile che non c'è un lavoro che ti consente di non avere a che fare con persone che vogliono capirne più di te, ma che allo stesso tempo si aspettano di saperne di più?
Chi mi conosce sa quanto io ami certi tipi di manifestazione di comportamenti spiccatamente regionali. Devo dire però che Jo Donatello con il suo brano "Il Gelatino" stabilisce nuovi limiti da superare. Non so se gli abituali frequentatori di balere demodé possono apprezzare questo tipo di manifestazione sonora, ma devo dire che non incontra i miei gusti. Forse avrebbe bisogno di un corso di canto... oppure valutare di cambiare carriera, tipo pensare di fare un poco di apprendistato come becchino oppure un corso di flash per curare personalmente le psichedeliche immagini che lo accompagnano.
Non avevo mai sofferto di insonnia prima, ma questa settimana di poca corsa e di molto stress mi ha portato a svegliarmi alle 5 del mattino oppure a girarmi nel letto per 3 ore e mezza (grazie lucina che mi dici l'ora sul soffitto).
Il buio dovuto all'ora solare e la pioggia di questi giorni non hanno dato una grossa mano alla mia carriera di corridore, ma ieri sera la tensione era troppa per non riversarla sull'asfalto. Quindi con il mio fido compagno Ipod (vinto con un mirabolante secondo posto al fantacalcio aziendale) mi sono riversato per le strade di "Poggio dei Pini" per il percorso che Pepo mi ha insegnato e che poi ha abbandonato causa perdita d'interesse nella propria salute fisica.
Certo non sono pochi i prestiti che dovrei chiedere per diventare un corridore di media categoria: le gambe di Gattuso, il fiato di Gebrselassie e la potenza muscolare di Powell.
Tirando le somme, pur con un insulto a tutto il club dei corridori riuniti, però uno scopo l'ho raggiunto. Ieri sera alle 11 sono crollato in coma profondo per risvegliarmi solo questa mattina con la sveglia.
In questa sera piovosa di fine ottobre (con la lettera minusola, mi raccomando che sono 30 anni che si scrivono così, ma il mio blog non poteva di certo saperlo...) faccio il punto della situazione; ho una vita piena, che va al di là delle 8 ore lavorative. Ho una discreta lista di "cose da fare prima di diventare grande" che cresce ad ogni nuova idea. Prima erano cavolate poco redditizzie, ora sono diventato un poco più "money oriented"; piccoli guadagni, ma costanti. Mi vedo tra qualche anno ricco di una ricchezza ormai andata in uno degli hotel di Napoli che sorseggio un limoncello nel mio abito bianco, su una terrazza, guardando il mare, sorreggendomi al bastone che accompagnerà i miei ultimi passi e accarezzando il labrador che mi farà da amico fedele. Sognare cose di questo tipo è grave segno di disturbo mentale. Ma oggi il mio consueto e precario equilibrio emotivo è stato messo in oscillazione da un accadimento.
Capita la telefonata del cliente "pop-up" (sono quelle persone collaterali con cui non hai parlato per l'intero sviluppo di un progetto e poi spuntano fuori alla fine stravolgendo in parte l'analisi iniziale) che tenta di convincerti che hai lavorato poco seriamente allo sviluppo. E io sono una persona che prende le critiche molto sul serio (e molto sul personale). Dopo aver pensato per circa 10 minuti che tutto il torto era suo e che doveva farsi viva prima con le sue idee, mi sono reso conto che in realtà lei paga per qualcosa che DEVE essere fatto come dice lei. E non importa che il resto del mondo venda soluzioni accroccate che non soddisfano mai appieno chi le acquista. Io sono diverso, mi sono sempre ritenuto una persona ONESTA (sul lavoro) e devo dire che alla fine, forse in modo quasi eccessivo, sono giunto alla conclusione che avrei dovuto fare di meglio. Prevenire ogni possibile obiezione, non credere a nessuno dei molti "sono soddisfatto del lavoro fatto", diffidare dei complimenti per la rapidità di risoluzione dei problemi. Insomma avrei sempre e comunque dovuto tenere presente che il cliente, fino a conclusione del lavoro, è un nemico che va prevenuto; ed è un nemico a cui non puoi dare mai del tutto torto e con il quale non puoi mai arrivare a prenderti a capelli. Alla fine di questo periocoloso e gelatinoso ragionamento sono arrivato a vedermi per quello che sono: un buon programmatore che se messo in condizione non ha nessun motivo per fare un lavoro meno che soddisfacente. Ed è per questo che domani chiamerò questo cliente che oggi mi ha detto, anche se con estremo garbo, che ho lavorato sul progetto poco seriamente e gli dirò, con tutta la calma del mondo, che si, parte dei problemi evidenziati potevano essere risolti prima che lei li notasse, ma che in sole 8 ore e 20 minuti di lavoro tutto è stato messo a posto. Quindi proprio no, non sono affatto un cattivo programmatore.
Certe cose sembrano introvabili su internet; tipo uno specchietto riassuntivo che mostri le più recenti tariffe per chi come me vuole usare il suo telefonino anche come modem. Visto che sto diventando matto a raccogliere tutte queste informazioni le scrivo qui in modo che qualcuno se le ritrovi già belle e pronte. N.B. Le promozioni indicate sono a scadenza mensile e non sono quei contratti che ti legano per 2 anni; quelle neanche le tratto
Un'avvertenza: prima di fare tariffe assicuratevi che i vostri cellulari supportino il traffico umts (gprs ormai lo fanno quasi tutti)
Operatore
Senza Promozioni
Con Promozione Mensile
Tim
4€ l'ora (!!!) o 0,6 cent a KB
Maxxi Alice 30 - 15€ per 30 ore di connessione a trance da 15min l'una (dal mese successivo costa 10 euro) Maxxi Alice Free - 500mb per 20€ rinnovabile più volte fino ad esaurimento traffico Maxxi Alice 100 - 25€ per 100 ore da trance da 15min l'una (dal mese successivo 20€)
Wind
2€ l'ora o 0,3 cent a KB
Mega 1500 - 8€ per 500Mb di traffico Mega No Limit - 20€ per 2.5Gb di traffico Mega Ore - 9€ per 50 ore a trance da 15min l'una Mega 100 Ore - 15€ per 100 ore a trance da 15min l'una
Vodafone
4€ l'ora
Internet UMTS 100 ore in Libertà - 30€ per 100 ore Internet UMTS 15 ore in Libertà - 15€ per 15 ore
Tre
0.9€ l'ora o 10 cent a MB
Tre dati Time - 19€ per 100 ora effettive, senza trance Tre dati - 19€ per 5GB
La Wind sembra essere una ottima offerta, ma bisogna dire che ti deve dire culo per prendere UMTS. Discorso Analogo per la Tre. Ma d'altra parte le altre compagnie sono inavvicinabili quanto a prezzi.
Credo che mi prenderò una nuova scheda della tre sperando che prenda e andando altrimenti lentamente con la wind
Una serie di consigli in pieno stile fantozziano su come uccidere una mosca. In questo periodo infatti gli insettacci cominciano a sentire freddo all'esterno e cercano di entrare a far parte del tuo nucleo familiare. E siccome averle che mi ronzano attorno diminuisce del 76% la mia produttività post lavoro (già di suo molto scarsa), ho deciso di eliminarle.
Inutile tentare con le mani. A parte lo schifo successivo ad averne spappolata una, le possibilità di successo sono bassissime. Se infatti si può usare tutta l'accortezza del mondo nel posizionarsi a distanza, la mosca gode di troppi gradi di libertà grazie alla possibilità di volo.
L'arma perfetta per la guerra alla mosca è il canavaccio (un artefatto di natura tessile utilizzato in cucina per pulire le lordure). Lo si prende per un angolo, stendendolo sulla lunghezza della diagonale. La mano che farà da fulcro del movimento deve essere ben tesa in direzione del bersaglio. Attenzione a non avvicinarsi troppo e a non creare eccessivo spostamento d'aria. Tirare l'altra mano sopra la testa tendendo per bene il canavaccio. Posizionare la linea retta formata dalla nostra arma con la perpendicolare della posizione della mosca rispetto al pianale su cui è poggiata.
Questo punto è particolarmente difficile. Sembra infatti che le mosche, o almeno quelle che frequetano la mia cucina, partano per il loro volo inizialmente in direzione perpendicolare alla superfice di riposo. Questo significa che se sono su una superficie verticale partiranno con un movimento orizzontale e viceversa. Capito questo il gioco è fatto. Infatti posizionandosi sulla loro inziale traiettoria di volo si guadagneranno centesimi di secondo preziosi per compiere la mattanza.
Tendere la posa da guerriero in direzione dell'animale pestifero e bloccare il respiro al momento di stendere il colpo. Il canavaccio deve idealmente colpire con la sua parte centrale aperta a ventaglio, quindi non mirate pensando di prendere l'obiettivo con la punta lanciata. Allargandosi il canavaccio infatti vi aiuterà ad aumentare le possibilità di contatto con il bersaglio.
Dedicato a tutti quelli che sono contro i pesticidi chimici e ritengono che sia più onesto cacciare in questo modo gli insetti fastidiosi.
Cominciamo il bollettino di oggi con un appello. Se la Sig.ra Alda Deusanio ieri 30 settembre 2008 in serata si trovava nei pressi di Largo Torre Argentina è pregata di attraversare la strada solo quando il semaforono per le macchine in transito è ancora rosso e non attendere che scatti il verde; altrimenti rischia di essere investita da una 206 argento guidata da me. Sorvoliamo sul "Ah Bellaaaa!" che mi è scappato in un rigurgito di romanità.
Passando a cose più degne di nota ecco un video molto bello che ho trovato su uno dei miei feed sui diritti umani.
Tempa fa quando volevo dare una svolta alla mia vita pulivo il mio armadio, o almeno la parte di armadio che dividevo con mio fratello. Toglievo vecchie fotocopie, gettavo via antiche schede dei personaggi dei mille giochi di ruolo a cui ho partecipato e rimettevo in ordine gli appunti di università gettati alla rinfusa. Rimettevo ordine nella mia parte di armadio per rimettere ordine nella mia vita. Era un punto di svolta, un'azione simbolica che dava il via ad un nuovo corso. Un rito che ho ripetuto tantissime volte, sempre con egual scarso successo. L'ultima sigaretta di Zeno, solo priva di conseguenze sui polmoni. Oggi avrei pulito il mio armadio. E' uno di quei giorni in cui vuoi rimettere in discussione tutto, o quasi, quello che hai intorno a te. La scintilla viene da una cosa banale. I freni della mia macchina necessitano di cure e l'operazione costerà più o meno come un trapianto di rene. Spero infatti che il mio meccanico abbia la cirrosi, in modo da potergli offrire un mio rene in saldo al conto. Da qui si fa presto a fare due conti. Se si aggiunge a questo che l'affitto che pago tutti i mesi è ovvio che uno si chiede che campo a fare in questo modo, oppure no? Chi me lo ha fatto fare ad addossarmi responsabilità che non ero sicuro di poter sopportare? Che poi uno riuscirebbe pure a reggere botta se avesse uno stipendio erogato con regolarità ogni dieci del mese. Però non è concesso e in qeusta vita da SitCom che conduco evidentemente lo sceneggiatore ogni tanto si vuole sfogare. E quindi la mia attuale consolazione è quella di avere accanto a me Agenore, detto Ugo, che fa le fusa per farsi fare due carezze. Ma torniamo all'armadio. Ora vivo da solo, quindi il solito armadio ora lo mette in ordine mio fratello nei sui momenti di svolta. Io mi sono fatto a piedi il tragitto casa lavoro in una sorta di trance. Dovevo sostituire il rito dell'armadio con qualcosa. Fortuna ha voluto che a casa ci fosse una montagna di piatti da lavare e uno stendino bello piano di panni da piegare. Eseguite queste faccende domestiche mi sono sentito un poco meglio, anche se ho colto la tristezza implicita nel cambiamento di abitudine. Mi ripeto spesso; il riassunto di ogni mio post potrebbe essere "Non sono soddisfatto della vita che faccio". Ma è pur vero che scrivo solo quando sono triste; anche perché, parliamoci chiaro, ma chi è che vuole leggere di qualcuno allegro tutto il tempo? Ma i miei 29 anni non mi troveranno impreparato.
A tutto c'è un limite. O meglio, come sembra abbia detto Einstein, "Ci sono due cose esistenti che sono infinite: l'universo e la stupidità umana; e nutro dei dubbi sulla prima".
Ho dimostrato a me stesso che una cosa pagata 70€ su ebay può essere rivenduta tre mesi dopo a 110€. E già questo è sintomo di poca lucidità da parte del genere umano. Ma si trattasse solo di questo il risultato sarebbe che qualche fesso si ritrova con 40€ in meno ogni tanto. Ma la stupidità si cela dientro ogni persone che sembro incontrare; il genere umano è approssimativo, facilone, poco sincero e in generale non ha la minima intenzione di immedesimarsi in una situazione diversa dalla sua. Manca di responsabilità. Cellula esemplare di questi comportamenti sembra essere l'italiano medio.
Ma chi sono io per sfuggire al mio carattere nazionale? Mi ritengo una persona precisa e puntuale, sincera quanto l'educazione e l'istinto di autoconservazione mi consentono e sono sicuro che non creerei mai un danno ad una persona per averne un tornaconto. A quanto pare però sono caratteristiche non comuni tra gli esseri umani che compongono l'immenso branco che abita lo stivale. Quel teatrino del TG è piano di dimostrazioni della mia tesi. Anche il modo stesso con cui è fatto un TG è la dimostrazione che in fondo ho ragione.
Ho cercato di escogitare qualche soluzione per evitare, non di incontrare idioti, ma quantomeno di essere meno infastidito da queste necessarie interazioni. Ho pensato ad abbassare il mio livello di "serietà" a quello comune, ma non sono adatto a questo genere di cose. Sono di quei tipi che "meglio dieci minuti prima che dieci minuti dopo", che quando sono in ritardo cominciano a sentirsi in colpa, ad agitarsi e a preoccuparsi sudando freddo. Ipotesi quindi da scartare... ma che posso fare? Aiutatemi voi che, visto che state leggendo questo blog, dimostrare una intelligenza superiore alla media.
In questa bolla di spazio-tempo ricavata dall'inizio di un settembre lavorativo rifletto su quanto mi ritrovo attorno. Nella sala della casa marchiggiana che mi ospita c'è Silvia che legge "Piccole Donne". Si esatto, c'è Silvia e non Claudia. Non che io abbia lasciato la mia unica anima gemella, ma ho approfittato, forme meschinamente nei pensieri di alcuni, di un piccolo soggiorno offertomi dalla padrona di casa per allontanarmi di nuovo dall'ambiente sempre più stantio di tutti i giorni. In particolare UN ambiente stantito di tutti i giorni, che non è certo la casa in cui condivido la cosa più bella che ho. Ma esistono le ferie apposta, no? Ovviamente sono mortificato che Cla non sia potuta venire perché deve lavorare. L'agenzia le prende tre giorni della settimana e gli altri tre, sabato compreso, sono occupati, ancora per poco se mi da retta, dal Bibliobus. Quindi la scelta era se partire da solo o rimanere a casa e diventare pelato. Ho scelto di consentire a Claudia di accarezzare ancora i miei capelli e sono partito. So che è una scelta difficilmente comprensibile e condivisibile; dopotutto si pensa che dopo l'inizio della convivenza scatti un certo giuramente implicito di compresenza nel medesimo luogo. Con Cla non è così ed è per questo che le do tutto me stesso con il sorriso di chi è felice. Chiuso il comunicato stampa giustificativo passo ad esporre i temi che qui mi preme di sviscerare. In questi giorni cercherò di recuperare alcuni dei racconti che ho scritto e che ormai da tempo non sono più su internet. Rileggendoli ho provato un tale senso di insoddisfazione che ho deciso di rivederli tutti quanti. E mano mano che arriveranno le correzioni li ripubblicherò. Ho anche un racconto lungo che attende di essere continuato, ma quello è un traguardo che mi prefisserò durante le vacanze di natale che mi aspettano. Quando ripenso alla storia infatti mi viene voglia di cambiarla e di riscrivere tutto da capo. I primi capitoli sono lirici fino allo sfinimento, per passare poi ad un fantasy leggero con una storiella nel mezzo che forse è da salvare, per poi arrivare ad un punto morto revisionato meno di 120 volte e quindi ancora insoddisfacente. Ma perché scrivo? Sono consapevole di non avere alcuna speranza di pubblicare un libro in Italia; non mi reputo eccelso, ma neanche una capra, quindi non è per mancanza di bravura che dico questo. Pubblicare un libro nel nostro paese fondato sulla famiglia è più un fatto politico, di conoscenze, che di validità del testo scritto. Quindi se riuscirò a finire il libro sarà solo per dimostrare a me stesso, come oramai cerco di fare sempre più spesso, che sono in grado di portare a termine dei progetti. Gloria solo personale, ma pur sempre gloria.