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Aprile 2006
18 Aprile 2006
[B]Log - Aprile 2006
Martedì 18 Aprile 2006 01:00
Avete presente quei momenti durante i pranzi di famiglia quando scatta la gara al passato, dove si evocano gli stessi ricordi tutte le volte? Una delle storie preferite di mia madre racconta di quando da piccolo imparai a memoria una poesia. Forse stupito dalla magia del ricordo, si dice che raccontassi questa poesia a tutti i parenti che incontravo. Pare anche, secodo voci non confermate, che alla fine non è che la sapessi così bene, ma che ero già abbastanza tignoso da portare avanti una performance fino a compimento; per questo ogni volta che sbagliavo una parola, e pare succedesse anche abbastanza spesso, ricominciavo da capo. La poesia poi non era neanche delle più allegre. Figuratevi voi un bambino di 4 anni che recita una poesia senza la minima intonazione, più cantilenando che altro, per dieci volte almeno, ad ogni persona che incontra e che gli rivolge la parola.
Eccovela:
IL TESTAMENTO DI UN ALBERO

Un albero di un bosco
chiamò gli uccelli e fece testamento:
lascio i miei fiori al mare,
lascio le foglie al vento,
i frutti al sole, e poi
i semini a voi.
A voi poveri uccelli
perchè mi cantavate la canzone
nella bella stagione.
E voglio che gli stecchi,
quando saranno secchi,
facciano il fuoco per i poverelli.

(Trilussa)
 
09 Aprile 2006
[B]Log - Aprile 2006
Domenica 09 Aprile 2006 01:00
Dopo il dibattito di ieri sera tra Prodi e Berlusconi avevo già in mente di scrivere qualcosa, ma dopo l'affermazione odierna dell'ancora attuale presidente del consiglio il colore delle parole che volevo scrivere è cambiato.
Prima provavo sostanzialmente pena per un uomo che era riuscito a convincere milioni di italiani che lui era in fondo la persona giusta al momento giusto. Sfruttando i media come mai nessuno prima, cavalcando l'onda di internet come neanche i movimento sociali allora facevano, era riuscito a crearsi una storia millenaria in pochi mesi. Era diventato ragionevole che dovesse vincere. Aveva costruito un colosso a sua immagine, ancora privo di tutte quelle scritte oscene che oggi affollano il marmo di cui è fatto.
Avrei scritto parole di dispiacere, come di chi assiste al crollo incondizionato di un sogno che gli era nemico. Solo il folle e addolorato Achille devasterebbe ulteriormente il corpo dell'Ettore morente. Prodi l'altra sera ha giocato con Berlusconi, facendolo cadere nel tranello della citazione/offesa, stuzzicandolo con il suo fare bonario, giocando sui difetti del nemico. Assistevo al crollo di una immagine solida e grande almeno quanto i suoi cartelloni. Berlusconi ha perso definitivamente quando ha cominciato a dubitare di poter vincere. La sicurezza, presunta o convinta, è sempre stata il suo cavallo di battaglia. I paragoni con Napoleone, Gesù, etc... facevano parte del personaggio, sorprendevano ma non stupivano, un pupazzo tutto italiano che dovevamo accettare per quello che era, quasi fosse il nostro figlio scapestrato che non vogliamo e possiamo allontanare. Ieri sera ho visto il trucco sciogliersi sul suo viso, stonato come troppo rimmel su un battona ormai anziana. Un apparire di circostanza, insufficiente a celare l'insicurezza.
E' stato se stesso solo nell'ultimo minuto finale, quando ha promesso mari e monti; quello è il vero Berlusconi, quello che in fondo dimostrava quantomeno di saper parlare alle persone. Cose pratiche, spicce. Ti tolgo questa tassa. Niente di più efficace. Una lancia contro la quale il templare Prodi non ha potuto fare nulla, inabituato a stupire. Ma lungi da me giudizi di valore. Non indico una via, ma sostengo che quando un nemico perde le unghie per la vecchiaia non si può festeggiare, perchè non si è vinto contro quello che era, si è solo saputo aspettare.
Oggi ha detto che è sicuro di vincere perchè gli italiani sono intelligenti e se votano per Prodi sono dei Coglioni. Coglioni... Presidente del Consiglio... Coglioni... Presidente del Consiglio... Coglioni... Presidente del Consiglio...
Qualcosa stona. E' sbagliato il momento, il modo e l'intenzione. Non poteva voler offendere, tanto sarebbe valso prendere un fucile a pallini e spararsi su un testicolo. Ed è proprio qui il declinio del colosso. Quella che è stata la sua prima arma, il comunicare, il saper prendere le persone per il verso giusto, il sapersi vendere non più ad un elettorato, ma ad un pubblico, ora lo sta uccidendo.
Ho perso Fede, chissà come ha commentato la notizia. Avranno depenalizzato la parola Coglione? (certo sarebbe cattiveria depenalizzare un coglione, cosa ne sarebbe di lui? Un testicolo allo sbando... [umorismo di bassa statura dovuto alla notte alta]).
Oggi mi sono beccato del coglione dal Presidente del Consiglio Italiano, una delle più alte cariche del Governo. Meglio da lui che dal vicino testa di cazzo. Chissà che fine farà dopo questa martellata sul dito che si è dato.
 


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