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[B]Log -
Febbraio 2006
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Giovedì 16 Febbraio 2006 01:00 |
Shine è un film che non parla dell'uomo. E' pur vero che racconta della storia di un giovane pianista di origini polacche, con un padre fermo e ingarbugliato, ma è altro quello che trapassa la pellicola. Questo film racconta, come mai nessun altro è riuscito a fare, il rapporto che ha l'uomo con l'arte. Anzi, con qualcosa di più grande, che di volta in volta si incarna ora in una scultura, ora in alcuni versi, ora in un quadro, ora nelle note di una musica; come un fluido che riempie un contenitore, assumendone la forma. La mente umana ha formato tecniche per avvicinarsi a questa entità indefinibile che è "il genio", ma non ha inventato nulla; le arti ci mettono in comunicazione con esso, ma non possono governarlo. Ma non riesco a spiegarmi come vorrei. Creare un opera d'arte non è un processo che può passare attraverso le definizione di semplici regole stilistiche. C'è quel "qualcosa" di inspiegabile, che non si può piegare all'insegnamento. Il pianista (Noah Taylor, da adolescente) è dotato di un ottima predisposizione anche non guidata dall'istruzione. Ha passione, comprende la musica che suona, vive le note che vibrano dai tasti del pianoforte. Durante l'esecuzione di "Rach 3" di Rachmaninoff la musica lo sommerge, lo spirito che sta dietro le forme d'arte lo possiede, la sua anima viene inondata da elementi che non può comprendere. E la sua mente si perde; da quel momento in poi non può più essere compreso perché lui per primo non può comprendere. L'uomo ne esce ridimensionato, piccolo davanti a qualcosa che pensa di aver creato, ma che non può governare. Reso "meno che uomo" da Euterpe, sarà proprio grazie a questa che mostrerà come non serva un anima logica per l'armonia artistica. E che si può vivere il mondo anche con gli occhi instabili di una riga di note. "L'arte è pericolosa. E' una delle sue attrattive [..cut..]" - Anthony Burgess
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Febbraio 2006
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Mercoledì 15 Febbraio 2006 01:00 |
Il picchetto è il miglior amico dell'uomo Roma vincente, Udinese - Lens vittoria dell'Udinese o pareggio, Betis - Az (una squadra spagnola contro un dentifricio olandese) pareggio o vittoria dell'anti-tartaro, Bolton - Marsiglia pareggio o vittoria dei francesi. Come far diventare 3 euro 24. Ammesso che la l'Az finisca la partita secondo il mio pronostico, per ora tutto bene. Sono veramente un pensionato. Amo il calcio con tutto me stesso, che sia giocato su un prato ben curato o su il campaccio di pozzolana dietro casa di Luca. Credo che la natura sia stata profondamente ingiusta nel fornirmi un così smodato amore e dei piedi che sono pratici come due ferri da stiro, l'agilità di una mensola e lo scatto di una barca a vela... Un bel gol del Betis a farmi saltare la giocata, che amore. 70' (1 - 0) Gol di Tardelli (Betis) Raddoppio del Betis. 79' (2-0) Gol di Robert (Betis). Credo che con la giocata posso pure farmici una rettoscopia. Mavaffanculova.
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[B]Log -
Febbraio 2006
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Mercoledì 08 Febbraio 2006 01:00 |
Inutilità Il tempo mi corre d'avanti, io non posso fare altro che arrancargli dietro, consapevole come sono che è irragiungibile. La linea del domani si sposta ogni giorno di un giorno, come un eterno baro che nasconde ad ogni mischiata l'unica carta che mi farebbe vincere. Le regole del gioco non sono chiare e l'umanità sottovaluta l'importanza di un manuale da donare ai più piccoli, contenente almeno i passi falsi da non commettere, con indicate le caselle che ti fanno tornare da punto e a capo. Mi alzo nell'attesa di un domani che mi porti il futuro che cerco oggi, con la scusa giustificazionalista dell'inerzia dell'attesa. Avere tutto e subito non è regola di questo mondo; dopotutto per andare in paradiso bisogna morire, no? Quindi tutto ha un prezzo, dai cereali per la colazione ai cerchi del paradiso. Come dire che l'aldilà deve essere bello perchè nessuno è tornato indietro ritenendo di stare meglio da vivo. La mia stella polare, fino a poco fa così chiara ora saltella sulla linea dell'orizzonte; Mugugno. Cosa altro potrei fare? Talmente confuso da non capire in che tipo di rotta sono immerso. Gli errori di valutazione si pagano, disse Dio a Colombo quando cadde nell'universo, superando il bordo della piatta terra. Mi consolo con il fatto che ora posso prendere la lancia dal muro e conficcarla nello stomaco di chi si introduce in casa mia senza essere invitato. Cerco di capire la logica del gioco perverso per cui posso acquistare dell'erba da fumare per uso personale in modo legale e consumarla dove meglio credo, ma allo stesso tempo chi me la vende commette reato. Poi vai a dare torto ai piccioni che ci cagano in testa. Un ultimo Sbuff prima della nanna. Sbuff. |
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Febbraio 2006
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Mercoledì 01 Febbraio 2006 01:00 |
Momenti difficili nell'azienda più ruttifera d'Italia. Le scorte di caffè sono terminate e la mancanza di tale sostanza condiziona l'andamento della giornata. La sambuca, inizialmente contorno per il caffè è divenuta unica bevanda disponibile. Giù ha tentato di sopperire alla mancanza acquistando delle schifosissime Alpenliebe al caffè, mentre Fudo, caso conclamato di dipendenza, si è portato il caffè solubile. La sua dipendenza è degenerata fino al punto da ingurgitarlo direttamente in polvere, dicendo "Che schifo Regà, che schifo Regà", ma sempre aumentando le dosi giornaliere. La sede sta anche diventando un centro di sommossa anticlericale, dove Cristicchi con le sue perle "Prete" e "Senza" la fa da padrone. Il povero Gabriele, studente part-time, lavoratore part-time, ma scout full-time deve sopportare le ingiurie del Fudo che, a volte, non riesce proprio a trattenersi. Stiamo sperimentando un complesso metodo di comunicazione basato sul rutto. Una specie di codice morse, solo arricchito nella grammatica dalla tonalità dell'emissione. Mentre io e Marco lavoriamo in coppia su un progetto, Giù comincia a soffrire di crisi di sdoppiamento della personalità, infatti per invidia del nostro lavoro in team ha cominciato a farsi le domande da solo e a darsi le risposte ad alta voce.
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