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[B]Log -
Gennaio 2006
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Lunedì 23 Gennaio 2006 01:00 |
Chi ruba le mie ore? Forse sono affetto dalla sindrome del Bianconiglio, sempre in ritardo, costantemente. Come uno scoiattolo cerco una casa per l'inverno, ma non posso accontentarmi di un albero. Per ora tutto quello che mi è concesso è isolarmi con delle cuffie enormi anni '80 nell'intimità mentale di me stesso, con la musica che chiede dolcemente permesso prima di entrare in circolo nel cervello. Oggi ho fatto colazione al "Principe", un bar sul lungolago di dove vivo, per i non-abitanti in loco. C'era un vento gelido che agitava l'acqua e che mi faceva porre domande esistenziali sul perchè avevo fatto quella scelta proprio il girono più freddo dell'anno. Il lago era meraviglioso. Arrabbiato e fresco, non solo di ghiaccio, ma anche di mattina. L'atmosfera era da "gioia da malato terminale" eppure c'era speranza, come solo certe situazioni disperate possono dare. Mi sono stretto meglio nel cappotto, mi sono guardato attorno, nessuna troupe cinematografica a riprendermi. Strano. La sabbia stufa di essere bagnata, scura. I gabbiani che si fanno sommergere dalle onde, come insensibili. Il freddo mi ha fatto diventare rosse e rugose le mani, neanche mi stessi avvizzendo. Eppure era il genere di sensazione che mi da vita. Sorrido al vento, mi ha sempre aiutato nelle decisioni e c'è sempre stato nei momenti più catastrofici della mia vita. O era fuori o era dentro, ma c'era sempre e comunque. E sempre gelato. Perchè quando qualcuno dice di stare male si pensa subito a problemi emotivi inerenti l'apparato cardiovascolare? Sarà l'importanza di non sentirsi chiamare per nome... Sensazioni odierne di tranquillità, da scena finale con lieto fine di un cartone animato da sempre amato, da ultimi fotogrammi di film, da quel lungo bacio che sfuma dietro una pagina, dietro il nero finale, il rumore della macchina da presa che rallenta, le pagine che si chiudono con fare delicato, poggiando il fumetto con gesto soddisfatto sulle gambe mentre ci si scalda al sole di una estate volata chissà dove. La confortevolezza di un pensiero, una tana con foglie secche come giaciglio e qualche petalo di fiore come cuscino. |
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[B]Log -
Gennaio 2006
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Martedì 17 Gennaio 2006 01:00 |
Il mio portachiavi mi segue da un giorno non ben precisato della mia adolescenza, quando ancora in realtà non avevo bisogno, vista la mancanza di chiavi da portare. Poteva esserci quella del cancello del giardino e al massimo quella della porta di casa, visto che ancora non avevamo paura dei ladri e vivevamo tranquilli senza inferriata blindata. Neanche la chiave del lucchetto della catena della bici poteva esserci, confidavo che non avrebbero mai rubato la bici ad un 15enne (infatti hanno aspettato che avessi 25 anni per farlo). Poi è arrivato il motorino, e al mio grosso pendaglio giallo fosforescente con una biglia di acciaio gentilmente donata da Lollo era finalmente attaccata la chiave di un mezzo di locomozione che avesse il motore a scoppio e non fosse a pedali. Con la patente alla chiave del motorino si aggiunta la coppia di quelle del 126, una per l'accensione, l'altra per il tappo della benzina. Per la Ritmo non era necessario avere le chiavi, le chiusure erano andate e il blocchetto dello sterzo ormai accettava per buono anche un cacciavite (che non poche volte mi ha concesso di dimenticarmi serenamente le chiavi a casa). Poi dalla Ritmo alla Punto. All'inizio una chiave, poi due visto che mio padre deve auto-scassinarsi la macchina (ah, se non serve una gioventù passata alla Magliana degli anni 70), sempre tappo benzina e accensione. Intanto ci blindiamo in casa quindi la chiave della porta di legno diventa la chiave della porta di ferro. Poi ci vengono aggiunte per 10 mesi le chiavi della casa dell'obiettore di Bassano Romano. Poi le tolgo, anche se non le ho mai riconsegnate. La chiave del motorino viene tolta dal mazzo quando con un piano ordito alle mie spalle si da via il mio ferrovecchio per comprarne un altro usato a mio fratello. Infine con l'arrivo della 206, che inizierò a pagare in comode rate a febbraio, se ne vanno le chiavi della Punto e anche del 126 (che fa una finaccia e viene sostituito da una 600). Ora ci sono solo 3 chiavi. Macchina, casa, casa. Il prossimo passo è aggiungerci quelle di casa mia, prendendomi cura di farne un doppione per ciascuna.
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[B]Log -
Gennaio 2006
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Mercoledì 11 Gennaio 2006 01:00 |
Questa sera mi metto d'impegno e cerco di mettere online le foto di capodanno e il video del 'Pepo's Game'. Il lavoro comincia a diventare sempre di più e si cominciano a delineare scenari di orari da minatore russo della colima. Ma non mi posso comunque lamentare. Mi piace quello che faccio e lo considero la mia forma d'arte. Mangiandosi il mio tempo, il posto a tempo indeterminato toglie spazio ad altre forme di espressione creativa. Le idee, come al solito vengono sempre quando il tempo per realizzarle è poco. L'unica cosa che riesco a portare avanti con costanza è il fantacalcio (sono 1° in classifica con 3 punti di vantaggio sulla seconda). Ho un libro (da scrivere) a metà e un altro (da leggere) a 3/4. La disintossicazione dal pc prosegue come da tabella di marcia interiore. A volte ho l'astinenza da Joypad, ma la vinco con ascetica noncuranza. Dovrei anche restaurare tutto quanto il sito; ora che è un mestiere non posso permettere che la mia creatura ristagni. Quindi mi metto di punta ad aggiornarlo. Fine comunicato.
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