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[B]Log -
Settembre 2003
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Martedì 23 Settembre 2003 01:00 |
Martedì 23 Settembre 2003
Un soir, l'âme du vin chantait dans les bouteilles:
Torpore da inattività. Una specie di catena che mi lega come Andromeda ad un sasso in riva al mare. Sarebbe facile scioglierla, la chiave è li in terra, ma non mi va di chinarmi per raccoglierla. Dopotutto sto bene qui.
Ieri sera ho avuto un incontro di lotta tattica con un gatto. Rientrando dalla visione di Terminetor 3, mi sono ritrovato un gatto sulla terrazza di casa, davanti alla porta di ingresso. Lui doveva essere spaventato quanto me, ma vederlo saltare nella mia direzione al buio, con un silenzio di tomba mi ha quasi fatto prendere un infarto. Scattando verso di me all'improvviso si è poi accorto che ero più grosso di lui e ha scartato di lato cercando una via di uscita. Sfortunatamente per lui l'unica uscita erano le scale all'aperto da dove ero salito io, a me di farsi due piani di caduta libera dalla balaustra del terrazzo. Quindi è saltato sul grigliato di legno che unisce il parapetto al tetto, arrampicandocisi come una scimmia. Resosi poi conto che di li non si passava ha deciso di studiare i miei movimenti. Io intanto ero rimasto di sasso, sono paurosissimo. Con passi meccanici senza togliere gli occhi da quello che poteva essere per me in quel momento un combattente mortale mi avvicinai alla porta di casa. Appena fatto un movimento in quella direzione il gatto ne ha approfittato per dirigersi verso le scale alle mie spalle. Può sembrare una stupidaggine, ma avevo in bocca il sapore metallico dell'adrenalina.
Insensato come bussare alla porta di una casa che sai vuota.
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[B]Log -
Settembre 2003
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Lunedì 22 Settembre 2003 01:00 |
Lunedì 22 Settembre 2003
Credo che se dovessero infliggere una pena peggiore delle detenzione per i reati minori, consisterebbe in una serie di sedute dentistiche da quello che oggi, molto generosamente, si autodefiniva dentista.
Aveva un aspetto da macellaio trasteverino, simpatico, ma non conosce il significato delle parola delicatezza.
Dopo due ore di attesa con una cinquantenne obesa accanto che tentava ogni pretesto per attaccare bottone con chiunque e parlare un poco vicino, con un signore che si lamentava di non vederci nulla perché l'oculista gli aveva messo delle gocce nell'occhio, una vecchietta che faceva conti di quanti pazienti mancavano perché toccasse a lei, chiedendo conferma a me 5 volte ad ogni conta. Presa dalla disperazione la signora loquace si è addirittura fatta mostrare da un'altra paziente che scarpe aveva comprato al mercato quel giorno.
Io invece intento nella lettura del mio fumetto volevo solo che la fine del mondo spazzasse via quelle persone... ma con amore.
Adesso ho tutti i denti indolenziti a causa del dentista che si divertiva a far passare un ferro di dimensioni esagerate nello spazio fra un dente e l'altro.
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[B]Log -
Settembre 2003
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Martedì 09 Settembre 2003 01:00 |
Martedì 9 Settembre 2003
Psicologia cognitiva, un compito che riserva sempre sorprese. Ci sono 21 domande medie, 4 fattibili e 5 con apparente doppia risposta esatta. Ma andiamo oltre.
Sveglia alle 7 e 30, pedalata verso la stazione ripassando concetti sulla memoria e il self costruito.
Sulla metro una suora in borghese (giuro non mi ero accorto lo fosse, era vestita normale, aveva solo un crocefisso argentato sul petto a destra) mi ha ripreso perché avevo dato un bacio sulla guancia a Ste chiedendoci se conoscevamo le regole del galateo. Io basito le avrei voluto rispondere: "Ma lei invece conosce le regole della buona educazione?". Sembrava una vecchia stile vittoriano, di quelle che da le bacchettate sulle unghie agli alunni. Mentre proseguiva la sua invettiva contro il malcostume e mentre io mi chiedevo cosa sarebbe accaduto se avessi fatto di più di un innocente bacio, l'unica cosa che sono riuscito a dirle mentre parlava di regole: "Ognuno sceglie le regole da seguire." Dopodiché si è ammutolita rassegnata dalla mia non possibilità di redenzione, troppo inoltrato nel peccato.
Dopo aver sbagliato binario del treno, vedendolo partire due banchine più indietro del solito, mi sono rifatto una pedalata verso casa guardando il cielo e sperando che non venisse giù il diluvio universale.
Il resto del pomeriggio mi sono concesso di vegetare, facendo un salto da Pepo a riprendere un libro di Psicologia Sociale. Per il resto ho fatto la pianta grassa per tutto il tempo, cercando giochetti idioti sul Pc.
Mi capita ogni tanto di essere insoddisfatto di me stesso, di dirmi che potevo fare di più, evitando di perdere tempo qui e la, ma alla fine mi rendo conto che non mi posso lamentare e quindi tento di direzionare i miei pensieri verso qualcosa di più piacevole.
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