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Maggio 2003
21 Maggio 2003
[B]Log - Maggio 2003
Mercoledì 21 Maggio 2003 01:00
Mercoledì 21 maggio 2003
A causa dell'irrimediabile goffezza della macchina universitaria mi trovo costretto a preparare due esami ed un esonero quasi contemporaneamente, una sfida contro il tempo e anche contro la mia sopportazione. Nonostante questo continuo stoicamente ad andare, sporadicamente, a lezione, con il mio portapranzo che crea invidia in quanti mi sono intorno all'ora di pranzo con un loro anonimo panino. Io posso vantare in quel contenitore di plastica tante calorie da sfamarci un intero liceo.
Mentre mangiavo sdraiato al sole sulle scale della facoltà un ragazzo e una ragazza mi si siedono accanto continuando a parlare di cavoli loro mentre io mangiavo placidamente il mio rancio.
Così sono venuto a sapere che al ragazzo si era rotto il display del cellulare mentre era in tasca con una chiave, che avrebbero dovuto essere a lezione in quel momento, che la madre di lei non la faceva uscire con un tizio perchè pensava fosse un maniaco, che una loro amica oggi era in ospedale ad abortire, che il suo ragazzo l'ha dovuta convincere che non l'avrebbe lasciata.
Dopo questa immersione nella vita altrui, mi riprendo la mia e la osservo controsole.
A parte gli esami e la Roma, posso dire di stare attraversando un periodo tranquillo, abituato ormai alle continue discussioni con Ste, ma vedendole come bisticci futili e passeggeri.
Ho sempre in testa di fare molte cose, anche se le giornate poi mi scivolano addosso senza che abbia fatto nulla di quello che volevo veramente. Dovrei rileggere la bozza di qualche capitolo di un racconto, dovrei mettere delle cose sul sito, dovrei leggere almeno tre libri che mi guardano con fare minaccioso dalla scrivania, fare un pochino di footing che quando gioco a pallone ho lo scatto di una sedia a dondolo, più le solite varie ed eventuali.
Mi accorgo che in questo diario parlo sempre meno della mia vita reale e scandisco invece sempre più quello che penso, come se non voles
si ricordare quello che accade, quanto quello che penso. Forse voglio ricordarmi come sono ora, o forse semplicemente i libri sulla memoria autobiografica che stò studiando hanno un effetto devastante sul mio ego. Ricordare, come sono, chi sono, come ero.
Ogni tanto mi sento sfuggire di mano qualche giorno, qualche ricordo e la sensazione di perdita è tremenda. Chiamatela paura dell'oblio.
 


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