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[B]Log -
Agosto 2007
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Giovedì 16 Agosto 2007 15:45 |
Credo di aver perso qualche frammento del mio cervello lungo il percorso. Tempo fa non avrei avuto problemi ad iniziare a scrivere a partire da un idea, specialmente se tendente al malinconico, eppure ora son qui, con qualche flash nella testa e una totale incapacità di focalizzare l'attenzione sulle immagini. Sarà colpa di questo delocalizzato senso di insoddisfazione che mi porto dietro da qualche giorno (o settimana? o mese?). E' forse colpa di tutti questi pensieri e mozziconi di sigaretta che mi ballano tra le orecchie se non riesco più ad isolarmi come una volta da quello che ho attorno? Un'altra cosa che ho perso. Credo che in grossa parte tutto dipenda dal lavoro. In passato quando volevo mollare qualcosa l'ho fatto; quanto sentivo la necessità di cambiare aria fosse per tedio, abitudine o qualche torto subito, mi sono sempre trovato nella posizione di poter cambiare strada. Ora non è più così semplice. Sia perchè faccio questo lavoro da ormai quasi due anni e mi sono affezionato alla stupenda routine da ufficio, sia perchè ora ho delle responsabilità diverse (fuori dalla scrivania). Mi piace quello che faccio, ma non nel modo in cui sono costretto a farlo; so di essere cresciuto, almeno lavorativamente parlando, e so che potrei facilmente rivendere quello che ho appreso e realizzato (perchè in fondo è mia la proprietà intellettuale dei miei progetti) presso altri posti di lavoro. Eppure rimango fisso alla mia scrivania, forse nella speranza ostinata di scoprire che non ho atteso ventuno mesi in vano. Ma a ripensarci un anno e nove mesi sono veramente troppi da attendere. Sarei potuto entrare come galoppino in qualche società "vera" e magari oggi occuperei la posizione che ho ora, solo che avrei anche un contratto vero e non una stretta di mano che si fa sempre meno forte e degna di fiducia. Per questo quasi ho pianto questo pomeriggio davanti ad una camicia che non voleva saperne di stirarsi? Oppure l'altro ieri, mentre grigliavo peperoni, quando mi sono commosso ripensando ad un me bambino di sei anni che, all'asilo, incrociava le braccia facendone cuscino per la sua testa di riccioli biondi?
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[B]Log -
Agosto 2007
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Mercoledì 01 Agosto 2007 15:47 |
Sport quali il lancio del sorriso oppure il più famoso, ma meno raffinato, lancio del rutto sono ampiamente praticati in ufficio. Oppure il più coinvolgente rutto di prossimità, che consiste nell'emettere rutti il più vicini possibili all'entrata di una ragazza in ufficio, rischiando di perdere la faccia, ma guadagnando eterna gloria. Non so se in tutti gli uffici succede questo, ma vi assicuro che nel mio avvengono cose da fare invidia a qualsiasi sceneggiatore di sit-com. Forse anche per questo lavoro qui da 1 anno e 8 mesi senza contratto. Ci chiamamo "Man in Black": gli uomini in nero (colore del nostro stato lavorativo); e piangiamo mentre lo diciamo. Nonostante forse l'unico settore lavorativo dove non c'è completa carenza di posti di lavoro sia quello in cui lavoro io, voglio credere di non aver gettato all'ortica questi 20 mesi passati su questa sedia (che poi in realtà è pure diversa da qualche girono, ma la sostanza non cambia). Faccio un lavoro che mi piace e lavoro con gente che mi piace. Se avessi un contratto come promesso (e sempre in arrivo...) potrei dire di essere felice. Ma a conti fatti sono fortunato, come dicono i personaggi di quel certo genere di film quando sono nella disperazione più nera, quando li sorregge una certa fede bigotto-fatalista (da notare che non ho usato la parola "cattolica", forse per ingraziarmi l'ala cristina del mio pubblico). Ho una bella casa, ho una convivente fantastica e se avessi anche delle piccole pesti che girano per casa sarei un coglione a caso preso dagli spot o di bance che vogliono darti mutui oppure di marchi alimentari con mulini ad acqua in campi di grano. Probabilmente mi suiciderei con una indovena di profumo da uomo con effetti arrapanti per lei e mascolinizzanti per lui. |
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