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Maggio 2008
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Giovedì 29 Maggio 2008 11:40 |
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Un veloce aggiornamento sul Kamaproject di cui ho parlato qualche articolo fa. L'asta si è chiusa da pochi minuti e l'idea pubblicitaria è stato venduta al neo registrato utente myspace_italia. Il prezzo finale non è andato oltre la base d'asta, e forse questo non sarà considerato dalla ditta promotrice, la RMG connect, un grosso successo. Nel primo articolo sull'argomento avevo parlato della difficoltà che secondo me avrebbe incontrato il prodotto nel trovare un acquirente e nonostante la mia ipotesi sembra in parte aver trovato riscontro, è un bene che l'asta si sia chiusa con almeno un offerta. Infatti nel totale immobilismo del marketing italiano fatto da società polverose che raramente mettono la testa fuori da striscioni, pubblicità sulla tv e hostess nei contri commerciali, qualcuno che ha deciso di mettersi in gioco c'è.
Magari il progetto inizialmente poteva pensare di riscuotere più successo, ma ha dovuto fare i conti con l'inabitudine alla dinamicità delle società italiane. Probabilmente l'utente myspace_italia che per 1.000 euro si è aggiudicato 7.000 euro (cifra indicata dalla stessa RMG connect) di postcard distribuite a Roma e Milano, non ha un effettivo interesse nel campo dell'utilizzo dei preservativi, altrimenti lo avrebbe esplicitato meglio nel nick scelto per l'utente creato appostiamente per l'acquisto, ed ha fatto una offerta per il prodotto solo per le sue caratteristiche di contorno, ovvero la campagna pubblicitaria che ha aperto la strada della vendita post-realizzazione di una campagna pubblicitaria. Di questo va dato merito allo staff di RMG, hanno fatto da pionieri in un campo che spero possa diventare più utilizzato.
Per approfondire questo tipo di temi ho richiesto qualche giorno fa al loro contatto stampa di avere la possibilità di porre qualche domanda via mail al creatore della campagna, ma per ora non ho ricevuto risposta. So che la società è molto grande e difficilmente daranno ascolto ad una mail ricevuta da un blogger neonato (almeno per quanto riguarda questi temi), ma come si dice, domandare è lecito, rispondere è cortesia. |
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Maggio 2008
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Mercoledì 28 Maggio 2008 11:28 |
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Play with Reactivity è una simpatica iniziativa del gruppo Reactivity. Uno spot azzeccato per spiegare di cosa si occupano e come lavorano. Guardate prima il video, poi ne parliamo.
L'idea è carina e comunica immediatamente di cosa si occupa la struttura e di come interviene sul cliente. Rendere la richiesta di elemosina non-convenzionale, generando divertimento nei passanti, aumentano le entrate.
Che l'elemosinante lo sia per mestiere o che sia un "attore", che il pubblico passante sia pagante o pagato, poco importa. L'importante è la verosimiglianza, la possibilità che la situazione sia reale. L'amatorialità della qualità del video è una delle caratteristiche fondamentali dei viral video che anche se costruiti devono dare l'impressione di essere spontanei e autentici. |
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Maggio 2008
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Lunedì 26 Maggio 2008 15:19 |
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Qualche giorno fa è andata nel paradiso dei gatti Mokaccina, il gatto affettuoso che aveva deciso che io e cla potevamo fargli da mensa. Aveva l'antipatica abitudine di mangiare qualsiasi cosa trovasse in giro, continuamente, senza sosta. E questo vizziaccio le è costato caro. Ha mangiato carne avariata.
Aveva da poco partorito quattro cuccioli, insieme a Mocassina, la sua mamma, che ne ha fatti altri quattro. Fortunatamente questi cuccioli che si sono ritrovati orfani, sono stati adottati da quella che è a tutti gli effetti la loro nonna. Mi mancherà la sua antipatica abitudine di strusciarsi continuamente contro qualsiasi cosa, la sua voglia di stare accoccolata sui piedi miei e di Cla, le posizioni impossibili in cui si metteva quando dormiva nella cuccia di Agenore (il presunto gatto padre). L'origine del nome è da cercare nella sua iperattività, che pensavamo dovuta ad indigestioni di caffè che la rendevano fremente. Un bacio e una carezza. |
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Maggio 2008
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Domenica 25 Maggio 2008 22:04 |
Notizia non più freschissima ma vale la pena rifletterci su ora che ha esaurito il suo ciclo di sviluppo. Il 20 di aprile, corrente anno, viene pubblicato su you tube un video di quasi due minuti in cui delle telecamere di sorveglianza riprendono due impiegati rimasti in ufficio ben oltre l'orario lavorativo canonico; siamo infatti intorno alla mezzanotte e mezza quando, sul finire del filmato, i due fanno per uscire dall'ascensore, ci si accorge che con loro c'è un fantasma che li segue, lentamente, quando escono. Il 1° maggio viene pubblicato un secondo filmato, esplicativo del primo, che ne chiarisce l'origine. A parlare è Josh Goh, manager della Gmp Group, una società di reclutamento di Singapore, che spiega le motivazioni che stanno alla base della creazione del filmato. L'obiettivo dichiarato del primo filmato risulta essere quindi quello di mettere in guardia i dipendenti dal rischio di workaholism (dipendenza insana e degenerante dal lavoro). Come in qualsiasi campagna pubblicitaria, viral e non, non esiste mossa che non si aspetti un ritorno. La Gmp Group vuole associare la sua immagine ad una comunicazione sociale legata ovviamente al suo ambito d'operatività. Josh Goh mette in guardia dai rischi di un rapporto insano con il lavoro e traccia le linee guida per una carriera "sostenibile". E' quasi un invito a cambiare lavoro, se il lavoro che abbiamo non ci soddisfa o esige troppo da noi. Avendo ora la chiave di lettura è d'obbligo, per chi vuole diventare un influente opinionista in materia, valutare pregi e difetti dell'operazione. Il primo video è realizzato bene; delle telecamere di sorveglianza su un monitor tagliato in quattro parti per offrire inquadrature diverse, il timer che scorre in alto che indica l'ora e il giorno e quel tocco di "bassa qualità" che sembra essere diventato il marchio di fabbrica delle azioni di viral video. Forse i tempi sembrano eccessivi. Due minuti di ripresa per avere un effetto finale di pochi secondi. La lunga camminata dei due dipendenti forse avreebbe dovuto creare suspance, ma il sito di you tube difficilmente può creare l'atmosfera giusta a farci sobbalzare. Diciamo che l'inquietudine risultante dal filmato dipende in grandissima parte dal contesto di fruizione in cui l'utente che osserva è immerso, che nel caso di internet è difficilmente gestibile e ipotizzabile da parte dei creatori. Sicuramente guardare il filmato al buio nel proprio studio a notte fonda ha un effetto diverso che guardarlo di straforo dal pc del lavoro in piena attività lavorativa, ma questo è un discorso che vale in genere per ogni produzione destinata al web. Quello che invece sembra deboluccio in questa operazione è il ponte fra il primo e il secondo filmato. Ovvero il motivo per cui la Gmp ha scelto di trattare il tema della dipendenza da lavoro attraverso la messa in scena di un fantasma in un ascensore. Il manager della società del secondo video spiega così la relazione: "I pericoli da dipendenza da lavoro sono molteplici. Stress, fatica e problemi di salute, sono solo alcuni. E se sei molto, ma molto sfortunato, potresti anche incontrare un fantasma". Tutto qui? Mostro un fantasma nel video perché se lavori fino a tardi rischi di incontrarne uno? Un pò fiacca come motivazione. Personalmente avrei lavorato sul concetto di "diventare un fantasma" piuttosto che su "incontrare un fantasma". Dopotutto la signora avrebbe potuto essere una vecchia impiegata uccisasi per depressione da lavoro che ancora si agitava come spirito per gli uffici in cui aveva lavorato. Si sarebbe potuto lavorare in modo migliore sui concetti di alienazione e di deperimento fisico e morale, ma questo avrebbe significato attaccare troppo violentemente un campo, quello del lavoro, che dopotutto è il settore di buisness della Gmp. Quindi una critica sociale senza critica; solo un gioco che, c'è da ammetterlo, ha portato i suoi frutti. Oltre 300.000 visualizzazioni del primo filmato in poco più di un mese, giornali e telegiornali ne hanno parlato (figurarsi che la cosa è arrivata anche sui tg italiani) e i CV inviati alla Gmp sono aumentati esponenzialmente. I due video hanno quindi completamente svolto il loro compito di attirare l'attenzione (il primo) e pubblicizzare la società (il secondo). A conti fatti quindi una operazione completamente riuscita e alla quale, per questioni strutturali di commitenza, non si poteva chiedere più di quello che ha dato. Ecco i due video, per completezza d'seposizione.
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Maggio 2008
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Giovedì 22 Maggio 2008 08:32 |
Fabbricanti di condom prestate attenzione.
Kamaproject è una iniziativa della RMG connect, una società di marketing che si è trovata con una buona idea per le mani senza avere un cliente a cui venderla. Di necessità spesso si riesce a fare virtù ed ecco che una campagna promozionale orfana ha la possibilità di aprire una nuova frontiera.
La campagna viene pianificata, vengono presi gli accordi commerciali per realizzarla e solo alla fine si cerca un cliente che la voglia. Dove? Ma su Ebay ovviamente. Ebay è spesso visto, a torto secondo la mia ancora modesta opinione, come un posto dove la gente compra di tutto e a qualsiasi prezzo. Senza arrivare a questa eccessiva semplificazione si può dire che è un ottima vetrina che può essere sfruttata. La rmgconnect pubblicizza l'iniziativa, credo non a torto, come "La prima asta creativa su Ebay".
Il progetto, attraverso delle promocard realizzate su commissione da Promocard, vuole sensibilizzare il target sul rischio delle malattie mortali sessualmente trasmissibili. C'è da dire che l'idea è buona e che la realizzazione è stata adeguata. La visibilità dell'operazione viene descritta dalla seguente frase:
[l'operazione] "comprende una campagna stampa multisoggetto di grande impatto ed esecuzione, unita a una pianificazione su circuito Promocard (50.000 cartoline a Milano e Roma per un valore di circa 7000 euro)"
La base d'asta è di 1.000 euro. L'asta di è aperta il 19 maggio intorno a mezzogiorno e finirà il girono 29 alla medesima ora. Essendo un prodotto rivolto alle aziende sembra azzeccata la scelta dell'orario di chiusura in un giorno feriale in piena attività lavorativa (pensate che disastro sarebbe stata una chiusura serale o peggio ancora di domenica a pranzo... Quale cliente non sarebbe rimasto infastidito dalla poca attenzione alle sue esigenze?).
A conti fatti rimane solo un aspetto da capire. Chi è il target di questa operazione di marketing? Già perché abbiamo in vendita una operazione pubblicitaria (le promocard kamasutra / morte) che tenta di vendersi attraverso un'altra operazione pubblicitaria (la messa all'asta su ebay di una idea creativa e sua realizzazione). Quindi perché la prima abbia successo deve avere successo la seconda. E chi potrebbe essere interessato a mettere il proprio logo in alto a destra sulle card in oggetto? La prima categoria che viene alla mente è sicuramente quella dei produttori di profilattici che, oltre a preoccuparsi di non far nascere pargoli, hanno un ruolo importante nella lotta all'Aids. Forse sarebbe ipotizzabile un interesse del ministero della salute nell'ambito della pubblicità socialmente utile. Ma ce li vedete voi i polverosi funzionari che si connettono ad internet e fanno un offerta su ebay per delle promocard quasi pornografiche?
Per ora nessuno ha effettuato un offerta, ma si sa che su ebay un'asta di 10 giorni deve avere pazienza. Penso che chi si aggiudicherà l'asta farà un buon affare, se non arriveremo a parlare di cifre irragionevoli; la cosa però di cui sono certo è che la RMG connect si è fatta una ottima pubblicità e che per loro questa campagna, anche dovesse rimanere invenduta, avrà significato un notevole aumento di notorietà, almeno nel panorama italiano. |
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Mercoledì 21 Maggio 2008 11:58 |
Le più belle coppie dei cartoni animati!!!
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Lunedì 19 Maggio 2008 18:39 |
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Neanche fosse settembre, mese di speranze cresciute nei mesi estivi, ecco qui l'inizio di un nuovo progetto. Anzi un cambio di direzione; Partiamo dall'inizio. Sono anni che scrivo di me su quste pagine di pixel e ho cominciato a chiedermi perché mai un navigante dovrebbe interessarsi assiduamente ai miei sempre più sporadici deliri. Mi sono immaginato il mio visitatore più assiduo, un tipo di chicago, sicuramente un serial killer, che passa il tempo a leggere le mie pagine di diario, a guardare le mie foto, a progettare il modo migliore per farmi fuori senza che il Ris italiano possa fare nulla per acciuffarlo. Devo aver regalato moli sbadigli, qualche espressione interrogativa e poco più. E a trent'anni (anche se ne ho 28), si vuole cominciare a concretizzare
Sono sempre stato interessato alla comunicazione. Sono un eterno laureando in quella facoltà li, così tanto sottovalutata quanto interessante. Mi sto appassionando ultimamente a tecniche pubblicitarie non convenzionali, il guerrilla marketing, perché penso che unisca la genialità di un idea al tentativo di non fare pubblicità banale. Meglio uno spot che stupisca piuttosto di uno che intorrompa e basta no?
E quindi relegherò in una area privata tutto quello che mi riguarda di personale per quei pochi maniaco depressivi che vorranno registrarsi al sito; A tutti gli altri naviganti cercherò di offrire una personale visione di quello che accade nel mondo della comunicazione in generale, di quella inconsueta in particolare.
In un mondo di sordi non è un problema essere muti, l'importante è saper scrivere e leggere. |
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Maggio 2008
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Giovedì 15 Maggio 2008 13:03 |
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Avete mai provato la sensazione come se tra voi e il mondo che vi sta attorno ci fosse una sottile pellicola, un impercettibile strato di plastica che pur lasciandovi complete possibilità d'interazione vi esclude di fatto da una partecipazione fisica, corporea con "il resto"? Era tanto che non mi sentivo costretto a scrivere e tutte le volte che mi succede la causa è sempre la stessa; cambiano gli sfondi, ma alla fine sono quasi banale, alle stesse cose reagisco sempre nello stesso modo. Mi viene da piangere se penso che ho 28 anni, e non è una metafora. Quel nodo in gola tipico e gli occhi che sembrano gonfiarsi (ma ho conotrollato allo specchi, è solo una sensazione perversa) sono segni inequivocabili (era chiaro che avrei scritto "inequivocabili" alla fine di questa frase, ho un vacabolario così ristretto! Un'altra cosa che mi fa arrabbiare). Mi sento emotivamente tirare da diverse parti contemporaneamente, come una sfoglia di pizza che sta per essere stesa. Mi tirano con forza in diverse direzioni e mio mi assottiglio sempre di più. Alla fine immagino che al centro comincerà a vedersi qualche crepa. Poi dalla crepa nascerà un foro, finché dal foro mi spezzerò in due parti. Ammesso che io sia così fortunato da separarmi in soli due lembi. Di solito l'unica soluzione è rifare da capo la palla di pasta no? Vedrò quello che si può fare, inseguirò questa involuzione. Avrei dovuto fare un punto di ripristino, decidere un momento esatto della mia vita in cui ero al massimo della felicità e al quale, in momenti tipo quello di oggi, avrei potuto cercare di tornare. Ma ero troppo indaffarato ad essere gioioso a quanto pare per preoccuparmi di quando sarei stato triste. Ora come ora, mentre sono qui a lavoro, tornerei a quelle estati di lettura sull'amaca, tra i due pini che ora non ci sono più, con il nilon della rete che mi lasciava i segni sulla pelle asciutta delle mie braccia. Leggevo e sognavo, con il sole che passava tra i rami verdi e che mi infastidiva gli occhi. Ora ho solo questo nodo che non so sciogliere. Immagino avrei dovuto fare scout, oppure il marinaio. |
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Maggio 2008
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Martedì 13 Maggio 2008 08:47 |
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Trantino si starà rigirando nella tomba. Lo so che il regista non è ancora morto, ma immagino che visti i gusti in fatto di film dorma accanto a Dario Argento in una bara. una volta ho letto un articolo che metteva Le Iene, il programma di Italia Uno, tra le trasmissioni "fintamente alternative". All'epoca non mi trovai in accordo con l'autore del pezzo, ma devo dire che la sua tesi mi convince ogni puntata sempre di più. Le Iene nascevano come posa del primo e ineguagliabile Chiambretti che faceva il postino. Dovevano essere cattive, inopportune, di sicuro non buoniste. In alcuni servizi lo sono ancora, ma in altri hanno tradito la loro vocazione. Ieri sera, tra uno spot pubblicitario, una sponsorizzazione della renault Twingo in entrata e in uscita di stacco pubblicitario e qualche pessima gag in studio, è partito un servizio riguardante una signora di Roma disabile che doveva lasciare l'appartamento in cui abitava perché soggetta a sfratto. La notizia era che l'appartamento è di un ente religioso che voleva riaffittare l'appartamento accanto al colosseo al triplo del suo affitto attuale. L'attuale affittuaria pagava 700 euro al mese, una cifra esorbitante se presa in assoluto (ancora non mi spiego come si faccia a vivere in una casa in affitto che ti porta via due terzi dello stipendio), ma che paragonata agli affitti di Roma è una cifra ridicola. Per chi non fosse esperto del mercato con 900 euro mensili prendi un appartamento camera e cucina in una periferia malcollegata a scelta. La cosa che mi ha stupito è che si è parlato delle ovvie difficoltà della signora che si ritrova a dover lasciare la casa in cui ha vissuto tutta la vita e della cattiveria di un ordine religioso che non presta attenzione e non si mette una mano sulla coscienza. Dal servizio emerge che la signora ha si un'altra casa, ma che la sta adeguando per essere vivibile per una disabile sulla sedia a rotelle. All'inizio ovviamente non si può che essere dalla parte della signora e odiare questo monolitico ordine religioso che non si commuove. Poi però ho cominciato a riflettere su alcuni apsetti della cosa. In Italia non si sfratta nessuno. E questa non è una mia opinione. Esistono talmente tante leggi a tutela dell'abitazione che arrivare ad uno sfratto, anche con la giusta causa, è un percorso lungo e interminabile. Quindi viene da chiedersi come sia possibile che ne caso della signora la legge abbia deciso di essere fiscale. Non è da ipotizzare una interruzione unilaterale, quindi dobbiamo ritenere che il contratto di affitto sia arrivato al suo termine regolarmente. E se il contratto di affitto si è concluso la signora sapeva per tempo che avrebbe dovuto lasciare l'appartamento e che non le sarebbe stato rinnovato. Quindi, al di là del caso umano, le Iene, ottenendo dall'ufficiale giudiziario un rinvio di due settimane e poi una assicurazione dal bravo Alemanno Sindaco un ulteriore proroga di 3 mesi (e non sistemando le cose con l'ordine religioso, ma parlando con la questura e quindi bloccando lo sfratto non con un panteggiamento con la controparte, ma con una mossa caprina). Lungi da me difendere un ordine religioso, ma non mi piacciono questo genere di Risoluzioni all'italiana. La notizia era particolare perché da un lato avevamo una disabile e dall'altra un cattivo ordine religioso impietoso e monolitico. Io da semi-ateo vedo l'ordine religioso come una società qualsiasi che fa il suo interesse. E che se al termine di un contratto non intende rinnovarlo ne ha tutto il diritto. Non mi è mai piaciuto chi attribuisce aloni di santità a strutture solo per poterle poi criticare. E poi tutta quella cavolo di pubblicità!!!!!!! |
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Maggio 2008
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Venerdì 09 Maggio 2008 09:00 |
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Se unisco le bolle con le curve di Bézier viene scritto "Come hai osato!?!". Lo stress è una brutta cosa per questo a volte si deve lavorare con lentezza. |
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