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[B]Log -
Aprile 2007
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Lunedì 02 Luglio 2007 16:04 |
Caro Diario, ti trascuro, lo so. Ma i miei momenti da 15enne si fanno sempre più rari. Non devo più scrivere su un foglio gigante tutti i testi delle canzoni dei Queen per dimenticare un amore non corrisposto, a cui non è stato concesso neanche il tempo di diventare infelice. Mi sentivo come un pezzo di un puzzle che è disposto ad incastrarsi con qualsiasi altro, diposto a cambiare forma, colore, persino scatola, pur di agganciarsi ad un altro. Ho i miei segreti, come tutti. Segreti che non confiderei neanche a te. Perché una pagina scritta non sa nascondere nulla a chi legge. E forse ci sono segreti che non voglio svelare neanche a me stesso. Alcune volte so di essere indelicato; nella vita privata come in quella pubblica. Lo sono anche con me, ma ho imparato conoscermi da questo punto di vista e mi perdono con facilità, come una vecchia moglie tradita perdona l'amore della sua vita. Sono riuscito a perdonarmi con un sorriso anche l'aver disatteso tutti i miei sogni di bambino. Volevo diventare molto, dare molto, avere molto; Ma non si può descrivere il proprio futuro dalle pagine dei fumetti, dei libri o dai personaggi dei cartoni animati. Mi è capitato di piangere perchè non riuscivo a portare fuori dai miei sogni persone di cui mi innamoravo; le condannavo, dopo averle create e incontrate, ad una vita di inconsistenza e di irrilevanza, come un crudele scrittore incostante. La vita di tutti i giorni non può permettersi di gareggiare con le ore di sonno. E' ancora troppo stupidamente legata alla razionalità. Tu, diario, non puoi essere una raccolta enciclopedica di me stesso; per quanto si possa essere onesti con il proprio diario e con se stessi ci si dimenticherà sempre di descriverci stronzi. Insomma posso mentire a me stesso, ma non posso anche dimenticare di avermi mentito; è questo il mio dramma. Tutto racchiuso in una mano, sfogliato da sospiri che fanno preoccupare chi mi dorme accanto. Ho tante cose da finire che devo cominciare a decidere cosa lasciarmi indietro. E tantissimo che non scrivo un racconto. Da quando non abito più con i miei, da quando sono diventato grande. Eppure mi piaceva immergermi per qualche ora nei miei pensieri, paritre da uno spunto casuale e imbastire una trama; non mi importava del risultato. Il bello era il viaggio dentro quelle parole; il racconto finito è solo un piccolo souvenire che mi portavo dietro come ricordo. Ammiro chi ha il coraggio di seguire i suoi sogni; invidio mio fratello che ha sei anni meno di me; compatisco me che ho un tetto sulla testa, ma anche sulle spalle. Il segreto per vivere felici forse è non cercare la felicità; forse è la ricerca che ci fa star male. Forse è la speranza. La rassegnazione è solo un sospiro più lungo degli altri. Sono una persona molto paurosa; sento la mia pelle che reagisce ad ogni rumore nella silenziosa casa; mi muovo sempre con circospezione quando di sera sono solo; ho paura; e non riesco ad escludere dalle mie paure eventi soprannaturali; insomma, pateticamente, se qualcosa fa rumore al piano di sotto è troppo banale che sia un ladro. Forse sono sempre stato guidato dalla paura. Per paura di rimanere solo mi sono costantemente innamorato di qualsiasi persona fosse "innamorabile"; per paura di dimenticare ho sempre scritto un diario; per paura di non essere nessuno mi sono sempre atteggiato ad essere qualcuno (con evidente eccesso di ego). Con l'età le paure cambiano, ma la loro somma rimane costante; in questo periodo mi gongolo nelle paure di stampo temporale. Vedo i miei invecchiare, piango per il loro tempo che passa, piango per il mio tempo che passa senza averli accanto, piango preventivamente lutti che spero rimangano lontani ancora per molto tempo. Ho sonno e visto che questo discorso un filo logico non ce l'ha mi prendo il diritto di finirlo con un punto. |
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Aprile 2007
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Giovedì 26 Aprile 2007 01:00 |
Mia madre mi ha appena detto che non posso andare a pranzo da lei. Mi prefersice la bimba per cui fa la tata, che oggi ha gli esami di danza. Credo di provare quell'invidia che sentono i bambini di 8-9 anni quando la loro mamma presta delle attenzioni particolari a qualche altro bambino e/o infante. Cmq mi aspetta un pranzo dal prezzo variabile da Mamma Lucia (il posto più caro e comodo che ci sia); una pizzeria al taglio che si trova ad Anguillara con i prezzi da Via Veneto, una specie di Bug spazio-temporale ripieno di succulente quanto untuose pietanze. Il 24 sono andato con la combriccola al larco giochi dell'EUR, il Luneur. Per la modica cifra di 12 euro ti offrono un giaggio nel pieno degli anni 80, con punte di puri anni 70, con giostre fatiscenti (che non significa non divertenti) e musiche che superano come anno di produzione il 1989. Mi sono comunque ben guardato dall'entrare nella casa degli orrori ed ho trovato geniale (tanto da valere il prezzo del biglietto) la possibilità di andare sulle macchine a scontro senza dover pagare il gettone. Domenica abbiamo la gara di golf a Due Ponti. Beccato che alle 15 ci sia il derby... ahahahahahahahaha; che situazione divertente. In compenso questa situazione non ha nessun lato positivo. Non male no? Come omaggio per tutti i single, o aspiranti tali, due metodi per piegare le maglie. Un giorno mi ringrazierete. |
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Aprile 2007
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Lunedì 23 Aprile 2007 01:00 |
Per questo scritto serale devo ringraziare la connessione wi-fi del vicino. Evviva i punti di accesso ad internet non protetti. Questa sera sono solo in casa, Cla è alla festa di una sua amica a Roma. Forse è in momenti come questi, quando cala leggermente la frenesia da convivenza, che mi rendo conto che ora vivo da solo. Ho saltato completamente quella fase, tutta dei film di oltre Atlantico, in cui un ragazzo saluta la propria famiglia e, sostenuto da una non precisata fonte di guadagno, va a vivere da solo. Ma magari è un problema più locale di quanto penso. Ho fatto il cambio di stagione, visto che ormai non si scende più sotto i 20 gradi. Ho tirato fuori dalla borsa tutta la roba che indossavo quando mi sono trasferito qui e l'ho stirata. Ho scoperto la causa di stress di tutte le casalinghe italiane. Il ferro caldo contro l'uomo che vuole una camicia stirata. Ho passato anche i tre stadi della disperazione quando ho constatato che non tutte le magliette dell'anno scorso sono degne di essere indossate. Ho un divano tutto per me, una bottiglia di acqua a rinfrescarmi in questa casa che sta iniziando ad essere più calda di un paio di gironi dell'inferno. Evito la parte sui rutti. Tornando all'andare a vivere da solo, non riesco proprio a capire come avrei fatto senza Cla. Credo sia naturale sentire la mancanza della mia famiglia, ma dover reggere questa assenza vivendo da soli deve essere un peso non indifferente. Per non parlare poi della sensazione pessima che si ha quando si torna nella vecchia casa e vedi che continua a stare in piedi senza di te, che i tuoi invecchiano ogni giorno, che tua nonna farà a giugno 80 anni e in questi pochi mesi sembra che ne siano passati almeno 50. Forse mi ripeto, ma questa sta diventando un ossessione da psicanalista. In questi giorni sto vivendo la particolare sensazione di "crescere". Riesco a stare lontano dal pc quando stacco da lavoro... anche se stare qui a scrivere non mi concede molto credito. Tornato a casa oggi ho steso i panni, steso l'incannucciata lungo la ringhiera, andato a prendere i panni estivi a casa, mi sono mescolato da solo il riso alla maionese, ho condito il broccolo lessato. Ho deciso che sacrificherò il quadro con i testi dei queen in favore di quello che ho acquistato di Klimt. A volte ho la sensazione di aver perso una parte di me, che scriveva, che inventava; forse il tempo mi sta "scolando" come un rigatone dall'acqua bollente e parte di me finisce nel lavandino con una nuvola di vapore. Ringrazio il me di anni addietro che ha deciso, forse con molta più presunzione e voglia di mostrarsi di quanta fosse dispoto ad ammettere di avere, di raccogliere il se stesso di quei tempi sulle pagine di un sito internet. Ho nelle mani quel torpore vivo, quel fremito che mio padre deve, in parte, avermi trasmesso. Voglia di creare, di costruire, che nel mio caso riesce a declinarsi (o a decomporsi) nel solo scrivere. ?? Jim Carrey ha per caso fatto un film semi-satanico con qualcosa che ha a che fare con il numero 23 ??. Fare un film, produrre qualcosa, potrebbe essere un successo personale; ma io riesco solo a stere a dieta, non certo ad andare a correre. Ed ora mi faccio una partita a golf.
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